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martedì 8 dicembre 2009

The rock

Siamo a Gibilterra. Ieri siamo arrivati all'alba ed e' stato emozionante avvicinarsi a "the rock" come la chiamano gli inglesi. E' veramente una roccaforte, una montagna inaccessibile, dentro la quale gli inglesi hanno scavato tunnel, alloggi, ospedali. Un pezzo d'Inghilterra in Spagna e alle porte dell'Africa, con gli stessi negozi, le stesse facce, addirittura lo stresso tipo di mattonelle per lastricare i marciapiedi. E, dall'altro lato, l'Africa, non piu' lontana di Messina da Reggio. Due mondi che si guardano, che si incontrano e si scontrano. Una delle principali e piu' facili rotte dei trafficanti di esseri umani, la Lampedusa degli spagnoli, e per questo una delle zone piu' sorvegliate del pianeta.
E' stato un sollievo toccare terra dopo 3 giorni in mare, tutti ne sentivamo il bisogno soprattutto Legy e Lottie che hanno avuto la cabina allagata e che puzzava… finalmente hanno potuto areare per bene, lavare vestiti e lenzuola. E io che soffrivo di crisi da astinenza da Internet. Questi tre giorni sono stati soprattutto di acclimatamento alla barca. Ora siamo tutti un po' piu' abituati ai suoi ritmi e al movimento. Oggi stiamo aspettando una sim nuova per il satellitare, e la marea giusta. Mi ha stupito che, nonostante il motore ancora bisogna tener conto delle maree, e invece e' cosi. E' vero, si puo' partire e andare contro la marea e ce la si fa, ma si impiega piu' tempo in uno stretto molto trafficato – e' quindi piu' comodo per tutti aspettare. Insomma – fluire con le forze della natura conviene rispetto all'andare contro corrente. O per dirlo in modo zen: andare con cio' che e', invece di lottare contro cio' che e'.
Dato che dobbiamo arrivare entro il 24, perche' ci sono dei clienti paganti che aspettano la barca entro il 25, non faremo piu' ulteriori tappe, e punteremo dritti su Grenada: 3318 miglia nautiche, pari a circa 6000 km. Questa barca puo' percorrere fino a un massimo di 290 miglia al giorno, per cui nella migliore delle ipotesi ci vogliono 11 giorni ma piu' realisticamente attorno alle 2 settimane. L'abilita' e la fortuna dello skipper consiste soprattutto nel capire la meteorologia: evitare sia le bonacce sia le tempeste, mantenendosi su quella "via di mezzo" fra le une e le altre, che permette alla barca a vela di camminare tranquilla e veloce. Ad ogni modo, abbiamo caricato anche 2500 litri di gasolio, sufficienti a far camminare la barca ininterrottamente per 7 giorni e necessari per alimentare i generatori elettrici.
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Stanotte mi sono svegliato nel cuore della notte, e di nuovo ho avuto paura. Quante cose potrebbero succedere! Sembra pero' che sono l'unico – tutti sono tranquilli o emozionati. Sara' che sono un marinaio ormai vecchietto, che gli altri sottostimano i rischi? Ma anche Walter, piu' nonno di me, e' tranquillo… forse sono stato influenzato dalle ansie di mia madre? Non so. Come ho gia' scritto questo viaggio tocca qualche corda profonda in me. Mi immagino come si dovevano sentire i naviganti di un tempo alle soglie del Grande Blu, quando partivano senza GPS, senza previsioni meteo, senza una vera cartografia, senza sistemi di sicurezza e SOS… era un'altra cosa, ma alla fine non e' poi cosi' diverso. Anche noi saremo isolati, lontani migliaia di km dalla terra, e i sistemi elettronici possono sempre guastarsi (infatti abbiamo a bordo anche il buon vecchio… sestante!). Si e' vero c'e' l'acqua calda e il microonde, ma i venti sono i venti, le onde sono le onde e il mare, e ancora piu' l'oceano, richiedono rispetto.
Quindi, buon vento e in culo alla balena a noi!!!

2 commenti:

  1. non credo che siano le ansie della mamma a farti fare considerazioni così profonde.Esse nascono dalla consapevolezza dell'ALEA, del rischio che gli antichi romani collegavano al FATO: Anche gli Dei dovevano piegarsi al fato e lo temevano!E dalla cultura che credo tu abbia coltivato raggiungendo un livello alto di maturazione.Nel gruppo in cui sei c'è lo stesso curriculo?

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  2. Avrei paura anche io,perchè la tecnica si sviluppa in condizioni tutelate e protette,se avviene un semplice spostamento di condizioni:come l'umidità, un urto,un salto di eletricità, si rimane bloccati e si ritorna al passato!!!E le difficoltà descritte nei romanzi di Conrad emergono nella loro tragicità

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