Ore 1800 GMT
Siamo partiti, e stiamo ora doppiando Tarifa, ed entrando quindi nell'oceano. Il tempo é bello e c'é poco vento. Abbiamo fatto una scommessa sull'arrivo, e io ho scommesso il 12 dicembre alle 15... vedremo! Ora che siamo partiti mi sento molto tranquillo. Ho preso la mia decisione, sono in ballo. Ora penso solo a godermi quest'esperienza e cercare di trarne il più possibile.
Mi chiedo però: cosa vuol dire trarne il piu possibile; perché sono qui? Cosa spinge un uomo di 36 anni a partire per un viaggio come questo? Sicuramente non comodo, non interessante paesaggisticamente, con un gruppo di sconosciuti, e con alcuni rischi? É possibile rispondere a questa domanda a molti livelli anche se, ad essere sincero con me stesso, non so se qualcuna di queste risposte sia la mia vera risposta.
A un livello superficiale si potrebbe dire lo spirito di avventura; come disse (per fare una citazione colta) il Capitano Kirk a Spock, che gli chiedeva "perché voi umani scalate le montagne? A che serve? É illogico!" - "perché é li". In fondo c'é qualcosa dentro tutti gli esseri umani che spinge a provare cose nuove e sconosciute.
Ad un altro livello, si potrebbe dire che questo é un sogno nel cassetto di tutti i velisti, cimentarsi con il Grande Blu....
Andando un pò più in profondità, potrei invece dire che ho sempre cercato esperienze fuori dal comune, sin da quando ero bambino. Mi ha sempre attratto andare e fare cose che gli altri non fanno, che siano studi, hobby o viaggi.... In effetti probabilmente il mio ego, la mia personalità si é costruita anche in questo modo. Forse penso di essere un "alternativo", un diverso.... Oppure potrei dire che cerco il rischio, il fuori dell'ordinario perché solo in quelle circostanze riesco a sentire che ogni secondo che passa é importante, e vivere intensamente, sentire intensamente....
Vorrei imparare a vivere la vita come se ogni minuto potesse essere potenzialmente l'ultimo, ma anche con la leggerezza di chi sa che comunque il destino, l'universo ci guida e non é necessario opporre resistenza, tutto arriva al momento in cui deve.
Andando ancora più in profondità, negli ultimi tempi penso di star ricercando l'esperienza del vuoto, del deserto... ho un grande bisogno di solitudine, che si esprime in San Nicola o nel cammino di Santiago, nella meditazione o in questo viaggio.... É come se solo nel silenzio, nel vuoto esteriore sia possibile trovare anche una quiete interiore, un'introspezione, un contatto con se stessi a cui anelo ma che evidentemente continua a sfuggirmi.
Qualsiasi cosa sia, spero di capire meglio in questi giorni. Il tempo per riflettere non mancherà.
qualcuno ha detto che abbiamo sette vite.Dalla nascita alla morte andiamo incontro a pericoli spesso non voluti, che schiviamo per fortuna, perchè qualcuno ci aiuta, ,perchè affondiamo le nostre reazioni in esperienze subliminali regitrate nell'inconscio.Ma non si può sfottere la fortuna cercando e accettando ogni rischio!!!!Tanto c'è il destino!!!:IL DESTINO CE LO FACCIAMO NOI
RispondiEliminacome sei magro! vedi di mangiare!
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