G. ci aspetta in moto all'ingresso di "New Creation", una delle comunita' di Auroville dedicata all'educazione. Porta il pizzetto, leggermente brizzolato, ed ha la carnagione scura tipica dei tamil. Ci fa strada lungo una strada sterrata che si addentra nella giungla, fino ad un cancello oltre il quale ci attende... un giardino con una decina di case unifamiliari di mattoni rossi.
Qui ad Auroville tutto e' diverso. La citta' si sviluppa su una superficie a forma di cerchio dal diametro di 10km, ma il grosso di questo terreno e' composto da foresta tropicale. Le case sono suddivise in comunita' dai nomi pittoreschi quali "Buddha Garden", "Verite'", "Auromodel", "Truth": ogni conunita' raccoglie gli individui con una stessa vocazione. Noi siamo in New Creation Field, comunita' composta da indiani, americani e belgi, la cui vocazione e' la vita comunitaria e familiare.
Auroville esiste da soli 40 anni ed e' nata sulla spinta delle idee di una guida spirituale francese che si faceva chiamare "madre" per sviluppare l'ideale dell'unita' fra gli uomini al di la della nazionalita', religione, cultura ecc. Secondo Madre, “Per vivere ad Auroville si deve essere i consapevoli servitori della coscienza divina”. E non sono solo parole: qui ad Auroville regna la "divina anarchia": non ci sono leggi, e nemmeno vale il principio che la maggioranza decide e la minoranza deve adeguarsi: tutto funziona solo sulla base del consenso.
G. ci invita a cena con sua moglie e il figlio. Lui si occupa di design, e lavora per le tante aziende di Auroville, mentre la moglie lavora nel centro dentistico della citta'. Ci spiega alcune delle regole fuori del mondo del posto: ad esempio ha dovuto comprare casa, ma la casa non e' sua bensi' della citta', quindi se va via da Auroville non puo' venderla. Inoltre, tutti i cittadini devono devolvere una % dei loro guadagni alla citta', e gli stipendi sono calmierati (i top manager non possono guadagnare piu' di 3 volte i dipendenti meno pagati). Malgrado cio', la citta' continua a crescere ed ha raggiunto, in 40 anni, 2200 abitanti di cui il 40% indiani. Non sono pochi, se si pensa che alla fondazione della citta' non c'era nulla qui, nemmeno la foresta di oltre 1,5 milioni di alberi che e' stata piantata dagli abitanti.
Auroville non e' solo cresciuta, ma addirittura e' stata riconosciuta dall'UNESCO e dal governo indiano con una legge apposita, che concede sgravi e benefici, oltre a visti piu' facili per gli stranieri che vogliono trasferirsi li.
L'indomani andiamo al centro per i visitatori, dove vengono fornite informazioni base sulla citta', e ci rechiamo a vedere il matmandir, il "cuore spirituale" di Auroville, una specie di palla da golf dorata gigantesca. Dentro c'e' una sala di meditazione anareligiosa- infatti sebbene chi vive ad Auroville deve rinunciare a qualsiasi religione, ognuno e' libero di ricercare e perseguire il proprio percorso spirituale individuale, purche' non settario.
Li apprendiamo altre particolarita' del posto: la citta' ha una vocazione di ricerca in ogni campo del sapere. Il giorno dopo ne apprezziamo alcuni aspetti. Ad esempio nell'urinale non ci sono le classiche compresse di profumo bensi' delle compresse composte da batteri che digeriscono l'urina, evitando qualsiasi puzza, oltre a non richiedere consume d’acqua. Ecco qua una bella tecnologia ecologica e semplice!! Visitiamo Auromodele, dove vengono sperimentate tecniche di costruzione e materiali nuovi, come ad esempio la terra pressata, che costa poco e garantisce un'eccellente isolamento. Piu' tardi in una comunita' a vocazione industriale compro una camicia fatta di fibre di bambu', morbida come la seta, ma piu' resistente ed economica.
A pranzo tutti si riuniscono presso la cucina solare, che sforna oltre 3000 pasti al giorno, cucinando con uno specchio solare che concentra i raggi e produce vapore. I pasti, vegetariani, sono ottimi e costano solo 100 rupie (1,5 euro), visto che molti degli ingredienti vengono prodotti in loco.
Ma anche Auroville non e’ esente da problemi. Anni fa sono scoppiati violenti scontri con le popolazioni locali che si sono sentite “invase” dagli stranieri. Ora le cose vanno meglio, anche perche’ Auroville porta lavoro, ma la crisi economica mondiale ha colpito anche qui. Auroville non contrae debiti, e quindi puo’ spendere solo le sue risorse. E se queste diminuiscono… iniziano i problemi. Inoltre,non tutti hanno aderito davvero agli ideali della citta’, e chi vuole puo’ approfittare dell’assenza di leggi o di controlli. Ma, come ci spiega G a cena, anche questo fa parte del gioco. Essendo un laboratorio sociale, anche I cosiddetti “cattivi” hanno il loro ruolo da giocare, in questa gigantesca sperimentazione di societa’ spiritualmente ed eticamente evoluta.
Insomma, una citta' eclettica e multiforme che sembra piovuta dallo spazio in mezzo al caos dell'India, ma che e' invece parte dell'India, creata e supportata da alcune delle persone piu' interessanti e coraggiose del pianeta.