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mercoledì 23 febbraio 2011

la citta' dell'aurora


G. ci aspetta in moto all'ingresso di "New Creation", una delle comunita' di Auroville dedicata all'educazione. Porta il pizzetto, leggermente brizzolato, ed ha la carnagione scura tipica dei tamil. Ci fa strada lungo una strada sterrata che si addentra nella giungla, fino ad un cancello oltre il quale ci attende... un giardino con una decina di case unifamiliari di mattoni rossi.

Qui ad Auroville tutto e' diverso. La citta' si sviluppa su una superficie a forma di cerchio dal diametro di 10km, ma il grosso di questo terreno e' composto da foresta tropicale. Le case sono suddivise in comunita' dai nomi pittoreschi quali "Buddha Garden", "Verite'", "Auromodel", "Truth": ogni conunita' raccoglie gli individui con una stessa vocazione. Noi siamo in New Creation Field, comunita' composta da indiani, americani e belgi, la cui vocazione e' la vita comunitaria e familiare.

Auroville esiste da soli 40 anni ed e' nata sulla spinta delle idee di una guida spirituale francese che si faceva chiamare "madre" per sviluppare l'ideale dell'unita' fra gli uomini al di la della nazionalita', religione, cultura ecc. Secondo Madre, “Per vivere ad Auroville si deve essere i consapevoli servitori della coscienza divina”. E non sono solo parole: qui ad Auroville regna la "divina anarchia": non ci sono leggi, e nemmeno vale il principio che la maggioranza decide e la minoranza deve adeguarsi: tutto funziona solo sulla base del consenso.
G. ci invita a cena con sua moglie e il figlio. Lui si occupa di design, e lavora per le tante aziende di Auroville, mentre la moglie lavora nel centro dentistico della citta'. Ci spiega alcune delle regole fuori del mondo del posto: ad esempio ha dovuto comprare casa, ma la casa non e' sua bensi' della citta', quindi se va via da Auroville non puo' venderla. Inoltre, tutti i cittadini devono devolvere una % dei loro guadagni alla citta', e gli stipendi sono calmierati (i top manager non possono guadagnare piu' di 3 volte i dipendenti meno pagati). Malgrado cio', la citta' continua a crescere ed ha raggiunto, in 40 anni, 2200 abitanti di cui il 40% indiani. Non sono pochi, se si pensa che alla fondazione della citta' non c'era nulla qui, nemmeno la foresta di oltre 1,5 milioni di alberi che e' stata piantata dagli abitanti.
Auroville non e' solo cresciuta, ma addirittura e' stata riconosciuta dall'UNESCO e dal governo indiano con una legge apposita, che concede sgravi e benefici, oltre a visti piu' facili per gli stranieri che vogliono trasferirsi li.
L'indomani andiamo al centro per i visitatori, dove vengono fornite informazioni base sulla citta', e ci rechiamo a vedere il matmandir, il "cuore spirituale" di Auroville, una specie di palla da golf dorata gigantesca. Dentro c'e' una sala di meditazione anareligiosa- infatti sebbene chi vive ad Auroville deve rinunciare a qualsiasi religione, ognuno e' libero di ricercare e perseguire il proprio percorso spirituale individuale, purche' non settario.
Li apprendiamo altre particolarita' del posto: la citta' ha una vocazione di ricerca in ogni campo del sapere. Il giorno dopo ne apprezziamo alcuni aspetti. Ad esempio nell'urinale non ci sono le classiche compresse di profumo bensi' delle compresse composte da batteri che digeriscono l'urina, evitando qualsiasi puzza, oltre a non richiedere consume d’acqua. Ecco qua una bella tecnologia ecologica e semplice!! Visitiamo Auromodele, dove vengono sperimentate tecniche di costruzione e materiali nuovi, come ad esempio la terra pressata, che costa poco e garantisce un'eccellente isolamento. Piu' tardi in una comunita' a vocazione industriale compro una camicia fatta di fibre di bambu', morbida come la seta, ma piu' resistente ed economica.
A pranzo tutti si riuniscono presso la cucina solare, che sforna oltre 3000 pasti al giorno, cucinando con uno specchio solare che concentra i raggi e produce vapore. I pasti, vegetariani, sono ottimi e costano solo 100 rupie (1,5 euro), visto che molti degli ingredienti vengono prodotti in loco.
Ma anche Auroville non e’ esente da problemi. Anni fa sono scoppiati violenti scontri con le popolazioni locali che si sono sentite “invase” dagli stranieri. Ora le cose vanno meglio, anche perche’ Auroville porta lavoro, ma la crisi economica mondiale ha colpito anche qui. Auroville non contrae debiti, e quindi puo’ spendere solo le sue risorse. E se queste diminuiscono… iniziano i problemi. Inoltre,non tutti hanno aderito davvero agli ideali della citta’, e chi vuole puo’ approfittare dell’assenza di leggi o di controlli. Ma, come ci spiega G a cena, anche questo fa parte del gioco. Essendo un laboratorio sociale, anche I cosiddetti “cattivi” hanno il loro ruolo da giocare, in questa gigantesca sperimentazione di societa’ spiritualmente ed eticamente evoluta.
Insomma, una citta' eclettica e multiforme che sembra piovuta dallo spazio in mezzo al caos dell'India, ma che e' invece parte dell'India, creata e supportata da alcune delle persone piu' interessanti e coraggiose del pianeta.

6 commenti:

  1. tutto quello che illustri è un gigantesco ossimoro(civiltà millenarie,città bambine)Una città che ha 40 anni è ancora bambina nella struttura sociale e nella storia.La novità consiste nell'organizzazione amministrativa e libertà(?)sociale per tenere insieme etnie diverse.E' come united college of the word.Ma lì si sta per 3/4 anni, non per la vita.G.è il vero realizzato:protegge la terra dei suoi antenaticultura,e tradizione, ottenendone riconoscimenti,e tutela la sua creazione per i suoi figli(il futuro).Strano che abbia contrasti dall'immobilismo locale:è solo questione di interessi!
    Quale capriola,troncamento di radici, usi e costumi e storia è richiesta agli stranieri?

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  2. da giusi
    Ciao Cippa, bella la descrizione,mi fa venir voglia di venirci e passare la vacanza.Solo che le mie vacanze sono brevi e non so se riuscirei a decantarmi dalle scorie in poco tempo.Comunque non penserei MAI di vivere in un luogo diverso dalla mia origine, dalla melodiosa lingua-MADRE "dove il sì suona".E poi mi viene l'orticaria quando mi dicono che si realizzano UTOPIE,c'è solo vagheggiamento di società perfetta abitata da uomini imperfetti e dis-omogenei.

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  3. da Narcolino:il simbolo della palla da golf è molto chiaro:è tonda ed insieme sfaccettata,è ferma solo quando si trova sul suo appoggio, in quella sede è oggetto di tutte le attenzioni e tensioni, ma quando riceve il colpo che serve per il fine ultimo, dove finisce?In un buco nero.e chi fa gioire? chi la manipola e l'avvia alla soluzione finale:Come metafora non c'è che dire....!!!!!!

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  4. da Luisetta: come mai le popolazioni locali si sono sentite "invase"?Non è forse vero che in ogni gruppo sociale c'è una sorta di riservatezza, di senso dell'appartenenza,che non è razzismo, ma protezione delle radici che possono essere seccate dall'esposizione esagerata al sole,alias le novità sia pure effervescenti ed energetiche?Assurdo è vivere senza regole e legge!La legge è divina è la Parola, è l'incarnazione del divino nell'umano, la legge è al servizio dell'uomo, non al disopra dell'uomo.Mi riferisco alla legge divina,quella della coscienza che è in ogni uomo.Perchè non educare gli spiriti cattivi? per registrarne come cavie da laboratorio le loro male azioni?Ma esse hanno costi spesso dolorosi per la collettività .Mi ricordo il libro"La chiamavano due cuori"dove la protagonista provava ad integrarsi con i Maori, e alla fine tornava alle sue origini pur amando quei popoli che comunque la rispettavano,ma non era e non lo sarebbe mai stata una di loro!

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  5. anni fa vidi un film in cui i personaggi vivevano in una sorta di comunità "dorata": case curate, agi di ogni genere, vita sociale perfetta senza screzi e soprattutto famiglie e coppie "felici". poi però si scopre che tutto era guidato e manipolato da pochi ed addirittura alcune persone non erano tali bensi robot.
    caro cippa quello che tu racconti di questa comunità è molto bello ed attraente, sicuramente è un'esperienza che TUTTI dovrebbero fare per capire il rispetto per le persone e l'ambiente allo scopo di salvaguardare quello che abbiamo e non rispettiamo più... se questo modello potesse essere esportato ovunque sarebbe l'avverarsi di un mondo perfetto... noi però siamo l'incarnazione dell'imperfezione e la nostra vita frenetica e a volte insoddisfacente è la vita reale, è quel breve cammino spesso doloroso che ci è stato concesso...ma ci sono alcune cose per cui vale la pena affrontare anche il percorso ad ostacoli che la vita ci offre e sono gli AFFETTI.no, sono sicura che non potrei vivere in una situazione così perfetta, preferisco affrontare le difficoltà ed i rischi che la vita mi offre.. preferisco guardare un meraviglioso paesaggio in montagna e sperare di poterci tornare con le persone che amo per condividere con loro la gioia che provo.

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  6. come è difficile comunicare! come si puoò pensare di far parte di un mondo così vasto?Preferisco il microcosmo

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