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giovedì 31 dicembre 2009

Grenada

Siamo a terra. L'isola mi ricorda Porquerolles, in Francia, anche se la temperatura, la vegetazione rigogliosa e' di tipo tropicale. Ieri all'arrivo abbiamo ormeggiato la barca a Prickly bay, una piccola insenatura dove ci sono decine di yachts di tutte le dimensioni ancorati. Li ci e' stato riservato un posto a uno dei pontili, il che e' una grande fortuna perche' c'e' posto solo per una decina di barche. Pare che il proprietario del Nimrod stia trattando l'acquisto di un appartamento in una palazzina post-moderna fatta vi vetro e acciaio, con tanto di piscina fronte mare, proprio di fronte al pontile - veniamo quindi trattati bene. 

Il posto e' strano: sebbene ci siano queste palazzine decisamente fuori contesto ma decisamente lussuose (addirittura nella piscina ci sono delle lucette che simulano un cielo stellato durante la notte), i pontili per le barche sono fatti di legno piuttosto scadente, tanto che in alcuni punti sono gia' sfondati. Sembra quasi un set cinematografico, anche qui la speculazione edilizia mira soprattutto all'apparire. 

Nel marina, c'e' un bar, il tiki bar, dove si riunisce la "gente di mare" a trincare birra e rum. Non e' altro che un bancone di legno in mezzo a un prato, con tavoli e sgabelli attorno. Gli avventori sono tutti o quasi inglesi, americani, australiani, gli uomini tutti biondi, abbronzatissimi e tatuati, molti con la barbetta non rasata da alcuni giorni e la pancia da bevitori di birra; le donne (poche e tutte al seguito di qualche marinaio) anche loro abbronzatissime indossano tutte dei vestitini sui costumi. Tutti immancabilmente con le infradito. Eta' media alta, molti pensionati, qualcuno con figli al seguito. Un microcosmo a se stante fatto di gente che vive in barca, che lavora in barca. Sento parlare di regate, charter, tempeste, ecc - storie da marinai. Chiacchiero con un inglese 29enne che da 2 anni vive da solo su una barca ai Caraibi; l'ha comprata come residuato di una tempesta, e se la sta risistemando poco a poco. Dice che spende per vivere non piu' di 8000 sterline l'anno... Sento parlare dei pregi dei pasti disidratati per le regate transoceaniche, dei vincitori della Sydney-Hobart che e' da poco finita. Il personale del marina, tutti di Grenada, sono simpatici e amichevoli, e' facile chiacchierare con loro. Fisicamente sono scuri di pelle, alti, con lineamenti simili ai jamaicani, anche se quasi tutti piuttosto in carne.

Il marina e' gestito da Davide, un milanese che vive qui da 10 anni, sposato con una Grenadese. Sulla porta del marina ha appeso una bandiera dell'Inter, di cui e' fedele sostenitore. Davide mi da delle indicazioni per orientarmi a Grenada. Poi vado con Walter a fare due passi verso dei centri commerciali piuttosto americani e ci fermiamo per un caffe' da Luca, altro italiano che vive qui da anni. Purtroppo pero' la macchina per l'espresso e' rotta e ci dobbiamo accontentare di un caffe' americano. Al rientro i nostri compagni sono gia' ubriachi e se ne vanno in tender verso altri locali dove continuare a bere. Io mi ritiro sul ponte della barca a prendere una camomilla e a riposare. 

mercoledì 30 dicembre 2009

terra!!

29/12-gg 21 - 11'56'N, 61'27'W, 16 miglia da Grenada


Oggi, alle ore 15.30 GMT, abbiamo avvistato terra. Gia' 1 ora prima eravamo sul ponte col binocolo, cercando di intravedere l'isola. Stiamo preparando la barca per l'arrivo. Prima di tutto abbiamo issato bandiera gialla, che vuol dire "non ci sono epidemie a bordo, chiediamo il permesso di sdoganare". Arriveremo a Prickly bay, dove ci aspetta un molo, ma prima dovremo ancorare ed aspettare che Jof vada alla dogana a farsi dare il nulla osta. Curioso che puo' andare da solo con i nostri passaporti, non c'e' bisogno che ci vedano in faccia. Poi quando torna finalmente possiamo ormeggiare in banchina. Si preannuncia una serata di festeggiamenti!! Non prima di aver finalmente fatto il primo bagno in mare, dopo 21 giorni di navigazione!!!

ci siamo quasi!

28/12 - gg20 - 12'37'N, 58'33'W, 190 miglia da Grenada


Oggi é l'ultimo giorno, domani arriveremo a Grenada. Siamo tutti contenti e ansiosi di avvistare finalmente terra. All'arrivo avremo percorso 4500 miglia nautiche da Palma de Mallorca, pari a 8300 km. Mi sembra incredibile aver percorso questa distanza alla velocità di non più di 20 km orari... gli inglesi dicono che la vela é l'arte di non andare da nessuna parte, molto lentamente e ad alto costo, ma invece noi stiamo arrivando...

Ormai c'é un certo lassismo a bordo, ascoltiamo musica, vediamo dvd, si mangia a volontà, si cerca qualsiasi svago per ammazzare le ultime ore. Ieri notte un uccello nero si é posato sulla barca ed é rimasto fino all'alba. Chissà, forse era stremato dalla lunga traversata? Walter gli ha messo a poppa un pò d'acqua e riso, per rifocillarlo. Come si suol dire, in mare c'é l'obbligo di soccorso ai compagni naviganti, indipendentemente dalla provenienza, razza, specie ecc.

Si dice che alla fine di un percorso é tempo di bilanci. Ecco quindi i 10 motivi per preferire la barca a vela all'aereo per andare oltreoceano:


1) é gratis, di solito

2) se ti viene da vomitare, non devi farlo in un sacchetto di carta

3) se sei solo 6 ore in ritardo sul previsto sei contentissimo

4) se fumi in bagno non suona l'allarme

5) nessuno ha mai schiantato una barca a vela su dei grattaceli, né dirottato una barca a vela

6) non c'é coda al check in per imbarcarsi

7) se vuoi dormire hai un letto anche se non sei in business class

8) il pilota é contento se guidi un pò tu

9) se il tuo vicino puzza, basta sedersi sopravvento

10) le hostess sono di solito in costume da bagno


Detto questo, domani cercherò di pubblicare tutti questi post, per i posteri.

due salti in acqua

27/12- gg19 - 12'03'N, 55'42'W, 350 miglia da Grenada


Ieri il vento é gradualmente aumentato, fino ad arrivare oltre 20 nodi. Quando ho smontato dal mio turno era già forte, e si faceva difficoltà a tenere il timone. Durante la notte é aumentato ulteriormente, e la barca dava brusche accellerazioni laterali. Dalla cuccetta ascoltavo il rumore dell'acqua che accellerava sullo scafo, senza riuscire a prendere sonno. 

La mattina mi sono alzato stanco, e ho trovato una situazione molto difficile, con la barca che straorzava ed era difficile tenerla in rotta. Jof era sveglio, e gli ho suggerito di ammainare lo spi, ma non ha voluto saperne - ormai l'ansia di arrivare é palpabile. Così mi sono messo a lottare con il timone per tenere la barca dritta. Nel frattempo il vento era arrivato a raffiche di 25 nodi, e cominciavo ad essere in difficoltà. La lotta é andata avanti per circa un'ora, poi ha vinto il vento: con un tonfo sordo, ho visto lo spi sgonfiarsi e cadere in acqua. Subito abbiamo svegliato l'intero equipaggio, ed abbiamo iniziato la difficile manovra di recupero, che ci ha impegnati per una mezz'ora buona. Per fortuna pare che non sia strappato, si é "solo" rotto il grillo che lo teneva su. Così l'abbiamo messo nella sua sacca alla men peggio, e continuiamo con il fiocco. Lo spi non si può più dare: la sua drizza é rimasta in testa d'albero, e nessuno può salire a recuperarla col mare mosso... eppoi abbiamo perso il cosiddetto "preservativo", un cilindro di tela che permette di issare lo spi senza che si gonfi. Forse questo ci rallenterà un pò, ma comunque dovremmo arrivare martedì in giornata. Nel frattempo, la nottata di sbattimento ha anche fatto staccare la porta della lavatrice, e inoltre c'é un candeliere piegato. Insomma, queste 3 settimane hanno mezzo demolito la barca!!

Dopo una lunga pennica, ho colto l'occasione per vedermi un film in santa pace. Nel mentre, Archie,Leggy e Jof giocavano con il banzigo, facendo a turni per essere calati in acqua a rinferscarsi. 

cenone di Natale, versione nautica

26/12 - gg18 - 11'39'N, 52'29'W, 540 miglia da Grenada


Il cenone di Natale é stato sorprendentemente appetitoso, e molto british. Comprendeva: pollo arrotolato nelle fette di pancetta, con una salsetta che non ho ben capito, polpette, salciccie, riso e verdurine di contorno. Sono 4 anni che non mi faccio una tale mangiata di carne, e infatti ho fatto davvero difficoltà a digerirla. Mi é piaciuto, anche se non mi sembra di essermi perso poi tanto, a non mangiare carne in questi anni. Dopo cena siamo rimasti sul ponte, io ero al timone, di turno, con il mio ipod, mentre gli altri giocavano a carte. Sicuramente un Natale completamente diverso, me lo ricorderò per sempre. Nel frattempo continuiamo a macinare miglia, al ritmo di 200 al giorno, e quindi dovremmo arrivare martedì all'alba. La cosa mi fa piacere, mi sembra che quello che quest'esperienza poteva dare, l'ha dato. 

I due momenti che preferisco della giornata sono le lunghe chiacchierate che faccio con Walter e con Georgie. Verso le 18, quando il sole non picchia più, ed é schermato dallo spinnaker, mi siedo nel pozzetto mentre lui timoneggia e cominciamo a parlare. Discorsi spesso profondi e personali. Mi piace ascoltarlo, sentirlo parlare delle sue scalate sui monti del trentino, sulla medicina cinese e lo shiatsu, sui sui suoi viaggi nel deserto dove é andato da solo, a digiunare; é davvero una persona speciale. Walter coniuga un'intelligenza pratica, fisica (é in grado di aggiustare cose, "sente" il vento, sa muoversi nella natura) con una saggezza che viene dalla vita vissuta: a volte facciamo discorsi anche molto filosofici, e il suo punto di vista é sempre interessante. Mi soprende trovare questa profondità non solo di punto di vista, ma anche di capacità espressiva, in un ragazzo que non ha quasi studiato, si é fermato alla 3a media. 

Con Georgie invece chiacchieriamo in modo più leggero nella 2a parte del mio turno, dalle 22 a mezzanotte. Lei sale nel pozzetto e mi chiede se ho voglia di un té, ed io rispondo sempre di si. Lei li prepara, dopo di che si siede e chiacchieriamo mentre io timoneggio. Mi racconta della sua vita di ventiquattrenne inglese, di come ha lasciato una vita piuttosto normale a Londra per trasferirsi sul Nimrod, delle cose che le piacciono e che non le piacciono. Io le racconto dei miei viaggi e delle mie esperienze. É una bella condivisione, e mai noiosa, anche se ormai sono 18 sere che chiacchieriamo. 

Peccato che invece gli altri sono piuttosto chiusi, o forse hanno poco da raccontare. Comunque, va bene cosi. 

buon natale dal mare


25/12 - gg17 - 13'43'N,49'8'W, 740 miglia da Grenada


Buon Natale a tutti! Per noi un'altra giornata in mare, con vento forte. Navighiamo a 10 nodi di media verso Grenada, c'é sole e fa caldo anche oggi. Ieri sera abbiamo consumato la cena della vigilia, spaghetti al pomodoro e hamburger (per me vegetariano), facendo battute sul Natale. In realtà un pò tutti sentiamo la mancanza dei riti natalizi, che siano pranzi o cene in famiglia o apertura dei regali. Qui non sembra proprio Natale! Ieri sera ha cominciato a squillare il satellitare, tanta gente che chiamava per auguri. Poi, quando la gente ha cominciato ad andare a dormire, mi sono goduto una timoneggiata esaltante, con 20 nodi di vento in poppa, lo spinnaker che ci faceva volare e la barca che, nonostante i suoi 25 metri, planava sulle grandi onde oceaniche, sotto la luce della luna. Al timone, divenuto allo stesso tempo pesantissimo e ipersensibile, ogni tanto davo un'accarezzata all'acqua per mantenere la barca in rotta. Nell'ipod, una salsa per darmi la carica, e via cosi fino a mezzanotte!! 

Oggi Jof ci ha concesso l'uso dello stereo, che é però stato monopolizzato da un ipod, credo il suo, che sembra contenere solo raggae. Più tardi faremo il "cenone" di natale, oltre a festeggiare il compleanno di Leggy. Sta subentrando una certa stanchezza, una certa monotonia. Sembra una dimensione senza tempo, tutti i giorni uguali l'uno all'altro. Però non é ancora entrata la noia, almeno per me. Anzi nel ripetersi delle stesse attività, degli stessi ritmi giorno dopo giorno ho trovato un equilibrio, e mi sembra anche gli altri. Potremmo andare avanti all'infinito! 


P.S. quello della foto e' il minipresepe portatile che mi ha regalato mia mamma

A tutta birra!!

24/12 - gg16-13'09'N, 46'01'W, 920 miglia da Grenada


Eccoci arrivati alla vigilia di Natale, anche se non sembra.. infatti la giornata sta trascorrendo come sempre, fa molto caldo e non sembra di essere a Natale. Oggi finalmente gli Alisei soffiano da manuale, fra i 15 e i 20 nodi da nord ovest. Abbiamo cambiato spinnaker, mettendone uno adatto ai venti forti, e ora stiamo schizzando verso Grenada ad una velocità media di 10-11 nodi. Il nostro capitano é anche riuscito a spingere la barca fino a toccare l'incredibile velocità di 15,6 nodi. Sembra che Nettuno abbia finalmente dato il suo nulla osta al nostro passaggio, perché le previsioni danno questi venti anche per i prossimi giorni. Purtroppo durante il cambio di vela Walter si é beccato una bella scottatura dalla cima della barca che gli é scappata di mano. 

Per il resto tutto procede bene, anche le tensioni che paventavo non si sono manifestate, forse perché ormai procediamo ad un ritmo sostenuto verso l'arrivo. 

Come gli eschimesi hanno decine di parole diverse per dire "neve", così i marinai dovrebbero averne tante per definire le onde del mare. Prestando attenzione, infatti si notano tante onde diverse:

- l'onda lunga, grandi colline di acqua che si spostano lentamente, sollevando la barca in alto e facendola sparire in basso. Viene dalle tempeste lontane, nel nord dell'Atlantico, e può essere alta due o tre metri.

- l'onda breve, creata dal vento dove siamo noi. Sbatte e si infrange contro la barca, oppure la fa ondeggiare; può essere alta fino a mezzo metro

- il "mare confuso", quando si incrociano onda lunga e breve da direzioni diverse

- l'onda delle correnti marine, che crea come piccole creste bianche anche se é bassa. 

Forse queste riflessioni faranno sorridere, ma quando si passa il tempo a guardare il cielo e il mare, sono le piccole cose come questa che si notano!

incontriamo dei colleghi

23/12 - gg15- 13'50'N, 43'25'W, 1050 miglia da Grenada


Oggi il vento é più forte e viene dalla direzione giusta, e pertanto stiamo navigando veloci verso la destinazione, sempre con lo spi. Giornata uguale alle altre, mare poco mosso e tanto sole e caldo. Ieri abbiamo avvistato all'orizzonte un'altra barca a vela. Subito ci siamo messi con il binocolo e il sestante a stimarne posizione e distanza. Eravamo curiosi di sapere chi erano, dove andavano. Non avevano lo spi, solo fiocco e randa. Sembrava una barca piccola... si muoveva ancora più piano di noi. A sole 8 miglia di distanza, entrambi circondati da migliaia di miglia di mare in tutte le direzioni.... purtroppo eravamo troppo veloci e non si sono mai avvicinati. Ma é stato bello sapere che non eravamo soli, che anche altri erano li nei dintorni. 

Entro domani entreremo nel fuso orario di Grenada, GMT-4. Ora il mio turno della mattina comincia con il buio totale, e ho la possibilità di godermi l'alba che é bellissima. Dapprima compaiono nubi all'orizzonte, di solito si alza un vento un pò più forte. Poi gli orli cominciano a tingersi di rosa, il cielo si schiarisce e le stelle si affievoliscono. E finalmente appare il sole, enorme a queste latitudini, che srotola un tappeto purpureo sulle acque. L'aria subito comincia a riscaldarsi, mentre mi sorseggio il mio nesquik al timone..... 

Nonostante ci facciamo la doccia solo ogni 3-4 giorni e nonostante il caldo e il sudore, sono sorpreso da notare che non puzziamo, e che persino i capelli non sono eccessivamente sporchi. Mi rendo conto che l'aria é talmente pulita e limpida, il posto cosi privo di polvere che non ci si sporca. Ma allo stesso tempo mi viene da pensare ai naviganti di una volta, prima dei disalinatori (il nostro é in grado di produrre 3 litri d'acqua potabile al minuto, anche se il sapore non é granché). Niente docce, niente panni puliti. Ma tanto rum.... 

Jof e Leggy sono decisamente ansiosi di arrivare. Già stanno programmando le ubriacature che vogliono prendersi all'arrivo. Mi fa un pò sorridere visto che siamo ancora in mezzo al mare.... 

diamo lo spi



22/12 - gg14 - 13'47'N, 40'32'W- 1200 miglia da Grenada


Finalmente abbiamo cominciato a puntare decisamente verso ovest e stiamo piano piano guadagnando terreno, anche se molto lentamente. In base al piano iniziale dovremmo essere pressocché in vista di Grenada, invece siamo in alto mare. Ma da oggi siamo più vicini al continente americano che a Capo Verde. Le previsioni sono di vento leggero anche per i prossimi giorni, e quindi continueremo a veleggiare a circa 6 nodi di velocità. Siamo veramente lontanissimi da tutto, la terra più vicina é la Guyana Francese a oltre 800 miglia, siamo in una terra di nessuno dove ognuno dipende dalle sue forze. E dalle forze della natura. Per mantenersi in pace con se stessi occorre evitare di pensare all'arrivo, fare inutili conti alla rovescia, e vivere il mare momento per momento, con un orizzonte temporale della giornata, non di più. É come nel cammino di Santiago: 770km a piedi sembrano tanti ma poi poco alla volta, le goccie fanno l'oceano. La barca é lenta, e da ieri ancora di più, perché si é strappata la  nostra ipertecnologica randa in fibra di carbonio e kevlar all'altezza della 2a stecca, e questo ci ha costretti a ridurla a due mani di terzaroli. Per fortuna abbiamo il nostro grande spinnaker che ci spinge, e dovremmo essere con vento in poppa fino all'arrivo. Sarà lenta, dicevo, ma si muove 24 ore su 24, e anche se il paesaggio non cambia, ogni momento ci avviciniamo di più. Invece di contare la distanza meglio invece focalizzare l'attenzione sulle piccole meraviglie dell'oceano. Ieri notte per esempio si é manifestata la fosforescenza, un fenomeno che dipende dal plancton fosforescente nel mare, che fa lasciare alla barca una scia verdastra. Ma soprattutto sono affascinanti le nuvole, con le loro forme e colori che cambiano durante la giornata. 

Ieri notte per la prima volta abbiamo deciso di lasciare su lo spinnaker, e ho timoneggiato con lo spinnaker senza poterlo vedere (ho "fatto volare l'aquilone", come dicono gli inglesi). Una manovra che richiede perizia, dato che si tratta di una vela capricciosa, basta poco a farla arrotolare allo strallo di prua e strappare. Mi é venuta incontro la luna, che ha illuminato da dietro la vela, permettendomi di vedere cosa faceva. Ed é stata una notte di buon vento e di progresso. Ho trovato un libro a bordo che parla degli Alisei. Nascono da un'alta pressione che dovrebbe trovarsi a nord della nostra posizione, e che é detta l'alta pressione del cavallo, perché é una zona senza vento dove le navi che portavano truppe e cavalli in America rimanevano bloccate, e gettavano i cavalli a mare per risparmiare risorse. Invece, forse per i cambi del clima o il riscaldamento globale, questa alta pressione tende a spingersi più a sud, ammazzando i venti di questa latitudine. Vedremo che succede nei prossimi giorni....

Ieri Jof ha chiesto a suo padre per telefono di mandare un'email ai genitori e cari degli altri membri dell'equipaggio per comunicare il ritardo. Devo dire che sono stupito dalla mancanza di apprensione dei loro genitori e cari. Finora sono l'unico ad aver ricevuto telefonate, loro non hanno nemmeno comunicato il numero del satellitare ai loro e sembra che la cosa vada bene cosi... 

ancora quasi fermi

21/12 - gg 13- 14'46'N, 38'39'W- 780 miglia a WSW di Capo Verde


Oggi é il 21 e siamo nella settimana di Natale. Mi viene da pensare ai miei amici e familiari, sicuramente indaffaratissimi agli ultimi acquisti e pronti alla pausa natalizia. Quanto mi sento lontano, qui in mezzo all'Oceano, con 34 gradi di calore!

É passato un altro giorno e abbiamo fatto pochissimo progresso verso Grenada. Il poco vento e la direzione del vento ci fanno continuare verso sud, dove speriamo gli Alisei si rinforzino. Siamo scesi a 14 gradi di latitudine, ci restano 1360 miglia per arrivare a Grenada, 2500 km. Nella migliore delle ipotesi una settimana, nella peggiore due. Per il momento tutto bene, l'equipaggio si sta un pò riprendendo dalla frustrazione e andiamo avanti. Ieri pomeriggio mi aveva preso una certa ansia, insieme a senso di impotenza, in quanto non sta a me decidere quello che si fa ma a Jof. Io e Walter siamo d'accordo che potrebbero presentarsi dei momenti difficili nei prossimi giorni, soprattutto quando cominceranno a finire alcuni generi alimentari e le sigarette - questo potrebbe far degenerare l'umore e creare tensioni. In aggiunta noto che alcune persone scaricano il loro nervosismo mangiando di più proprio quando invece si dovrebbe risparmiare. Io mi sento tranquillo, con pasta e riso so che staremo benissimo e forse anche meglio di ora che mangiamo schifezze. Ma mi chiedo come la prenderà Jof che non fa un pasto senza carne, o Leggy.  Per cui si profila una doppia sfida: mantenere la calma e tenere a bada le ansie, e anche cercare di proiettare verso l'esterno tranquillità e lenire le tensioni, quando ci saranno. Occorre stare in campana per identificare e gestire i segni di nervosismo. 

Stamattina ho visto due uccelli, forse gabbiani, volare intorno alla barca. Sono molto stupito di vedere uccelli cosi lontano da terra: staranno migrando? Solo in due? Saranno una coppia in luna di miele? Chissà. Sono rimasto come ipnotizzato, a vederli volteggiare sopra di noi, nel cielo perfettamente sereno e azzurrissimo. Noi come loro siamo in fondo nelle mani della natura, per navigare a vela alla fine é necessaria una grande fiducia nella provvidenza. Si può avere la migliore barca, fare ampi rifornimenti ma alla fine... se Eolo non ti viene incontro, rimani fermo nel mezzo dell'Atlantico. Per cui, speriamo che il buon Eolo si decida a darci una bella spinta verso ovest!

Archie, detto Eddie



20/12 - gg 12 - 16'31'N, 37'58'W- 700 miglia a ovest di Capo Verde


Oggi finalmente si é alzato un pò di vento, non molto ma abbastanza per tornare a navigare a vela, anche perché il gasolio per il motore non c'é più. Da ora in poi sarà tutto a vela, fino a Grenada, volenti o nolenti. Così stamattina abbiamo dato l'enorme spinnaker di 525 m2, che ci permette di navigare a circa 7 nodi con soli 10 nodi di vento. Però lo spi é una vela bizzosa, che dev'essere controllata da vicino, e così da oggi toccherà far riposare il pilota automatico e timoneggiare. Per me non va cosi male, perché i miei turni sono all'alba e al tramonto quando fa fresco. Infatti nelle ore centrali della giornata fa un caldo ormai insopportabile. Stiamo tutti sotto coperta all'ombra, solo Jof tiene il timone sotto il sole e davvero non so come fa.

L'umore comunque non é dei migliori, fatto salvo per me e Walter che siamo tutto sommato tranquilli. In particolare Leggy é depresso, ci teneva ad arrivare entro Natale anche perché coincide con il suo compleanno. É tutta la mattina che, con tipico humor inglese, scherzano sul fatto di perdersi nell'oceano, di chiamare il mayday per farci trainare da una nave, o altro. Dietro queste battute si nasconde però un disagio reale. 

Personalmente non mi piace come viene gestita la barca. Mi sembra che si dovrebbe cominciare a fare un inventario delle risorse (cibo, acqua, energia) e misurare i consumi con molta più attenzione, invece si continua a sprecare e a mangiare troppo. Il cibo spazzatura é quasi finito, ormai... Temo che gli ultimi giorni questo ci obbligherà a dover tirare la cinghia sul serio - per fortuna ci sono grosse quantità di pasta e riso a bordo, per cui qualcosa da mangiare ci sarà comunque e anzi potrebbe essere più sano di prima. Speriamo che nei prossimi giorni il vento si rafforzi per permetterci di recuperare il tempo perduto e arrivare poco dopo Natale. 

Ieri sera Archie, che e' un lord, mi ha mostrato foto di casa sua: vive in su un promontorio molto bello, sulla costa occidentale della Scozia. Quasi disabitata la zona, loro hanno addirittura una spiaggia personale. Lui ha quindi cominciato ad andare in barca a vela molto piccolo, oltre che a fare trekking e caccia, la vera attività della zona. Pare che i cacciatori vadano li da tutta Europa perché é uno dei pochi posti dove sia possibile sparare ai cervi, pagando fino a 1000 sterline al giorno per il privilegio di farlo. Si parte la mattina presto, con i binocoli alla ricerca del branco. Si sceglie un esemplare vecchio (pare che i cervi dopo una certa età perdono i denti e muoiono di fame) e ci si avvicina sottovento. Questo avvicinamento può durare fino a 6 ore... per poi sparare un solo colpo, al petto, al collo o alle zampe, per assicurare al cervo una morte immediata o l'impossibilità di fuga. Poi alcune ore per riportarlo alla base. Si può portare via tutta la carne che si vuole, il resto si lascia al guardiacaccia che la rivende ai macellai. Un bel business, non c'é dubbio....

calma piatta

19/12-gg11- 18'18'N, 35'41'W - 600 miglia a ovest di Capo Verde


Anche oggi giornata piatta, il mare é un olio turchese appena increspato da 2 nodi di brezza e dai flying fish che planano sulla sua superficie. Stiamo tutti in attesa del vento, guardando l'indicatore del gasolio che piano piano scende e che potrebbe portarci a dover rimanere alla deriva se per caso continua ad andare così. Jof é nervoso, oggi ha armato lo spi e continua ad aggirarsi per la barca come un leone in gabbia, sfogliando la guida delle isole dei Caraibi. Anche gli altri sono annoiati, continuano a sfogliare le stesse riviste e a cercare di ammazzare il tempo in ogni modo. Nel frattempo per via del fuso ora mi sveglio prima dell'alba, e mi godo questo spettacolo sul ponte mentre tutti dormono ed Archie sfoglia una rivista piena di tette. Da alcuni giorni faccio un pò di yoga all'alba, mi serve a tenere il corpo sciolto visto che per il resto stiamo fermi. É un bel momento della giornata, respirare in sintonia con le grandi onde oceaniche che, come dune del del deserto, si avvicinano e ci sollevano, permettendo la vista dell'orizzonte, per poi riscendere sull'altro lato. 

Ieri mi sono azzardato a cucinare per la ciurma, curry verde tailandese ai ceci. É stato abbastanza gradito, tranne che dal capitano, il quale ci ha aggiunto dei pezzi di salame per avere un pò di carne.... 

Oggi durante il mio turno di guardia abbiamo trovato un flying fish sul ponte, dev'essere saltato su durante la notte e non é più riuscito a cadere in acqua. O magari é un pesce suicida che, stanco di tanto blu, ha voluto scoprire a sue spese cosa c'é oltre la cortina da cui filtra la luce solare. Walter l'ha squamato e marinato, ed é stato un ottimo antipasto per il pranzo. Oggi, inoltre, sotto la supervisione di Walter ho fatto per la prima volta tutti i calcoli necessari per rilevare la nostra posizione col sestante in base al sole. É davvero complicato e lungo, ma alla fine é venuta una posizione abbastanza accurata. Nei prossimi giorni cerco di esercitarmi. Per il resto leggo, medito, gioco a carte e chiacchiero. Comunque, in realtà non si é creato un vero gruppo. Io parlo soprattutto con Walter e Georgie, con gli altri sono chiacchiere a un livello davvero molto superficiale. Ognuno sta molto per fatti suoi, con l'ipod nelle orecchie, riviste, a guardare DVD su un laptop o altro. Peccato, ma va bene anche così. 

ancora una perturbazione

18/12 - gg 10 - 20'27'N,32'16'W, 450 miglia a NW di Capo Verde


Ieri abbiamo attraversato una perturbazione davvero brutta, con raffiche di vento fino a 45 nodi. La perturbazione é durata tutta la notte di ieri e buona parte della giornata, e nessuno ha chiuso occhio per il rumore della prua che sbatteva sulle onde. Inoltre, abbiamo fatto pochissimo progresso verso la destinazione perché il vento ci veniva da Sud Ovest, proprio dove dovevamo andare noi. Io ho dormito malissimo perché tutti gli oblò erano sigillati e c'era un'aria pessima in barca, e poi durante la giornata mi sono sentito piuttosto spossato. Tutti in effetti erano giù, anche perché siamo stati finora veramente sfortunati col tempo, o niente vento o vento contrario,eppoi abbiamo incontrato ben tre perturbazioni, di cui l'ultima ad una latitudine bassissima, dove non ci sarebbe mai dovuta essere. Ora che dovremmo essere negli Alisei, invece c'é calma piatta e stiamo andando a motore da ieri sera. Ormai dovremmo arrivare sicuramente dopo Natale. In questi casi la cosa più importante é non farsi prendere dallo sconforto... pare che l'equipaggio sia invece tutto un pò giù di morale. La situazione é quella che é, e bisogna viverci. Speriamo in venti migliori nei prossimi giorni!! Ora come ora mancano 1750 miglia all'arrivo, previsto per il 27 se tutto va liscio.

Semmai, dovremmo forse cominciare a controllare quello che mangiamo e consumiamo di gasolio, per precauzione. Il che vuol dire però, che se non c'é vento stiamo fermi alla deriva. 

Vedremo che succede, nei prossimi giorni. Nel frattempo c'é sole e fa molto caldo. Io me ne sto all'ombra perché conosco la forza del sole tropicale, ma Legy si é messo al sole (senza creme) e si é quasi istantaneamente scottato e preso insolazione. 

Abbiamo approfittato della calma per pulire la barca da cima a fondo, festeggiare il compleanno di Walter (che era ieri) con tanto di torta e cappellini da party, e cambiare il fiocco, che si é strappato nella bassa pressione. Era previsto, visto che é vecchissimo, e infatti abbiamo montato un fiocco nuovo. Abbiamo anche preparato lo spi, dato che ci aspettiamo venti da poppa (prima o poi). L'operazione é stata macchinosa: sia lo spi che il fiocco sono enormi e pesantissimi, ci sono voluti 4 persone per tirarli fuori dall'enorme gavone di poppa e trascinarli a prua. Nel mentre, un branco di delfini ci é venuto a fare visita - ormai ne vediamo cosi tanti che quasi non fa più l'effetto di prima. Invece ora si cominciano a vedere dei pesci che in inglese si chiamano flying fish, perché planano sulle onde. Sono davvero spettacolari, con le loro pinne laterali che sembrano ali!! Ora é tutto pronto, manca solo il vento...

Una vacanza da... 750.000 euro a settimana

16/12 - gg 8 - 22'24'N - 27'37'W - 320 miglia a NW di Capo Verde


Anche oggi giornata calma e con poco vento di prua, sono circa 24 ore che andiamo a motore. É stata l'occasione per fare le riparazioni necessarie e riposarsi, prima della perturbazione successiva, in cui stiamo appena entrando. Questa dovrebbe essere l'ultima, grazie a dio dovrebbe essere l'ultima. Oggi abbiamo attraversato il tropico del Cancro, e infatti fa notevolmente più caldo, ormai stiamo tutti in pantaloncini e maglietta. 

Ho trovato in barca un catalogo di superyacht da Charter, tutti dai 30 metri in su. Prezzi di listino fino a  750000 euro a settimana, e con 1,5 membri dell'equipaggio per ogni ospite. Mi ha disgustato, l'idea che ci sia gente in grado di spendere questi soldi magari per andarsene in mezzo alla povertà dei Caraibi a sorseggare un cocktail sul ponte. Uno schiaffo alla povertà - forse in fondo sto dalla parte dei pirati somali, che cercano come possono di prendersi la loro fettina del lusso sfrenato, della ricchezza vergognosa del mondo della supernautica.

 Anche la nostra barca, in fondo nel suo piccolo (e a me che sembrava grande) ha un impatto ambientale folle. Probabilmente avremo bruciato 2500 litri di gasolio all'arrivo, pari a 3500/4000 euro, sufficiente perché noi 7 dell'equipaggio andassimo a Grenada in aereo, senza contare il cibo, i pezzi per le riparazioni, ecc. Meno male che la vela dovrebbe essere il mezzo di trasporto più ecologico!

Navigazione e karma

15/12 - gg 7 - 24'30'N , 24'55'W, 450 miglia a nord di Capo Verde


Ieri abbiamo attraversato una seconda bassa pressione. La barca ti insegna l'inesorabilità della vita. Una volta che hai stabilito la rotta, sulla base delle informazioni che hai, delle tue intenzioni, i giochi sono fatti, il meccanismo delle cause ed effetti é in moto, e non c'é nulla più da fare. All'improvviso le condizioni cambiano, il barometro scende e si vede all'orizzonte una striscia grigia. A quel punto già sai che le prossime 12 ore saranno difficili, ma ormai non puoi più far nulla per evitarlo, il tuo karma é quello. Puoi lottare contro l'evento dentro di te, pensare che vorresti essere altrove, pensare a quando finirà.... ma é tutto inutile, non ci sono baie, porti, nulla. Meglio semplicemente rilassarsi, accettare che quello che dev'essere sarà. In questo stato mentale di accettazione, anche le onde e il vento diventano più soportabili. E già sai che comunque, con altrettanta certezza con cui arriva, passerà, e il sole tornerà a splendere. 


Oggi siamo in un giorno di calma, con mare confuso. L'Atlantico é diverso dal Mediterraneo: lento ad arrabbiarsi e a calmarsi il primo, nervoso e scattoso il secondo. Onde lunghe e altissime il primo, piccole e irzute il secondo. Già sappiamo che dobbiamo attraversare ancora una perturbazione prima di raggiungere finalmente gli agognati Alisei, l'"autostrada" della vela, che ci porterà si spera velocemente e comodamente verso est. Dovremmo arrivarci tendenzialmente dopodomani, dopo aver attraversato il tropico che ormai é vicino.....


Oggi Georgie é caduta e si é fatta un taglio sulla fronte. Ci siamo tutti un pò preoccupati, e Jof é stato molto bravo a prendere in mano la situazione. Per la prima volta l'ho visto molto amorevole nei confronti della fidanzata, che ha coccolato per calmarla, e poi le ha medicato la ferita.  sotto la scorza del "duro marinaio", mi ha fatto piacere vedere la sua umanità. Anche lei é stata bravissima a mantenere la calma... Sto notando che sono molto più attento alle persone, alle loro caratteristiche interiori e al modo in cui si relazionano di come ero un tempo, quando molte cose non le notavo proprio. E qui, siamo una specie di piccolo acquario sociale, in cui si possono osservare tutti i comportamenti del mondo, sia in se che negli altri. Siamo all'8gg e ancora non sono scoppiati conflitti. Speriamo che continui cosi.

Trucchetti da marinai

14/12- gg 6 - 26'20'N , 23'26'W, 300 miglia a SW delle Canarie


Oggi sono veramente in forma, forse perché ho dormito proprio bene con un trucchetto che mi ha spiegato Georgie e che io ho perfezionato. Si tratta di sollevare il materasso e metterlo di lato in modo da compensare l'inclinazione della barca e dormire più orizzontale. Di mio ci ho messo dei cuscini laterali per impedire che il materasso ricada al suo posto e devo dire che funziona ala grande!

Ieri sera c'é stata un'incredibile stellata e tantissime stelle cadenti, ne avrò viste almeno una trentina senza prestarvi attenzione più di tanto... eppoi erano grandissime, e a volte percorrevano una grande parte del cielo. Pare sia dovuto al fatto che la terra ha attraversato uno sciame di meteoriti. Oggi per buona parte della giornata c'é stato poco vento e gli inglesi si sono subito messi in costume a prendere il sole. Per oggi smetto qui, la barca é inclinata a 45' e sennò mi viene il torcicollo.


P.S. il disegno e' stato fatto dai 7 membri dell'equipaggio, ognuno un pezzo... 

W il Maalox!


13/12 -gg 5 -27'55'N - 21'19'W - 200 miglia nautiche a ovest di La Palma (Canarie)


Oggi sto cominciando a risalire la china dei miei piccoli malanni grazie al provvidenziale maalox, al ritorno forzato a una dieta vegetariana e a una pillola di paracetamolo (perché stamattina mi sono svegliato col mal di testa, probabilmente per la posizione strana in cui ho dormito). Purtroppo oggi si sono intasati 3 bagni su 4, e così abbiamo approfittato del mare calmo e bel tempo per sistemarli (spalare merda). Io e Eddie abbiamo pulito il nostro, e Walter e Jof i loro, mentre i "graziati" dall'infame compito si rifugiavano sul ponte sopravvento. Mi ha colpito però la calma di Walter, che ha disintasato il suo bagno con una centratura da meditatore navigato, e addirittura non é rimasto scosso nemmeno quando Jof ha rimesso la barca di bolina prima che lui chiudesse il suo boccaporto, facendogli arrivare una secchiata d'acqua sul letto. E da oggi ad ogni buon conto si torna ai vecchi sistemi di mettere la carta igienica in una busta. 

Giornata tranquilla, bel vento di 15 nodi al traverso, navighiamo a 10 nodi senza troppe scosse, e si sta proprio bene. Tutti un pò scossi dagli ultimi giorni si sono un pò ripresi, e addirittura ci siamo tutti fatti la doccia per la prima volta dopo la partenza (cosa non banale, con la barca sbandata e in movimento). Finamente penso di stare abituandomi al movimento, alleluja! 

Questi giorni di difficoltà iniziali mi hanno messo di fronte a me stesso e ad alcuni miei difetti, forse congeniti, contro cui cerco di lottare: ovvero la tendenza a drammatizzare e a pensare al peggio, e a buttarmi giù di morale. Questo crea un circolo vizioso di emozioni negative, che di solito peggiorano ulteriormente il mio stato. Oggi per rompere il cerchio ho approfittato dell'ora di guardia all'alba in cui ero da solo con Eddie per fare un pò di yoga e rimettere il corpo in moto, oltre che stirarmi un pò. Visto che i turni di guardia e l'orario della barca rimane UTC (universal time central, ovvero GMT), piano piano il mio turno sta diventando quello delle albe e dei tramonti! Sono contento, oggi l'alba é stata spettacolare, c'erano delle nuvole all'orizzonte che si sono illuminate d'oro, e poi il sole ha steso il suo tappeto rosso sulle onde, fino alla nostra barca! Qui sull'oceano il sole sembra più grande, più maestoso che a terra. Sarà che ci avviciniamo ai tropici?

Perturbazione atlantica


12/12 -gg 4- 29'50'N- 18'34'W- 50nm a nne di La Palma (Canarie)


Sono 2 giorni che soffro di una specie di lieve nausea, e un riflusso di acido dallo stomaco. Forse é dovuto al cambio di dieta, alla dieta a base di proteine a cui non sono abituato. Fatto sta che mi sento sempre stanco e ho passato gli ultimi 2 gg trascinandomi dal divano alla cuccetta e viceversa. Ieri abbiamo attraversato una perturbazione ed é stato spettacolare ed inquietante. All'orizzonte é apparsa una striscia grigia di nubi pesanti, che lentamente ma inesorabilmente si é avvicinata, mentre noi mettevamo mura a sinistra per prendere una rotta di evasione. Poi il vento é salito, ha cominciato a piovere e il mare ha cominciato ad agitarsi. Tranne le due persone di guardia, tutti eravamo sotto coperta, ad ascoltare le botte delle onde sullo scafo e a guardare il cielo da cui scendeva una luce spettrale violacea. In barca il movimento e le botte hanno causato tanti piccoli danni, un pannello che si é staccato, una doccia rotta... Per fortuna quando é arrivato il mio turno di notte si era placato, e la serata é trascorsa tranquilla. Quando però sono andato a letto e ho appeso la cerata nella doccia, il movimento della barca ha fatto si che la cerata ha urtato sulla doccia, aprendola, e allagando il nostro bagno. Alle 2 di notte per fortuna quelli di guardia se ne sono accorti e ci hanno avvertito. Non ci é restato che rivestirci e, armati di secchio e spugna, raccogliere l'acqua e buttarla fuori! Che triste intramezzo della nottata!! 

Jof ha deciso di puntare dritto verso sud, allungando un pò la rotta ma evitando ulteriori perturbazioni. Mi sembra una saggia decisione....

primi problemi tecnici




10/12 -gg 2- 31'01'N, 12'30'W - 200 miglia a ovest di Casablanca


Oggi finalmente é salito il vento ed é tutto il giorno che andiamo a vela. Il tempo é bello ma c'é un mare molto strano: si sommano le onde lunghe che ci arrivano da destra con le onde nuove, brevi, che ci arrivano da sinistra. É piuttosto fastidioso. Non so se per questo o altro, é tutto il giorno che ho sonno; ho passato mezza giornata a dormire. Oggi Jof ha smontato l'alternatore e l'ha rimontato in un altro punto della sala macchine: dov'era toccava con gli scambiatori di calore e poteva rompersi. Ci ha messo circa un'ora e mezzo e, devo dire, sono ammirato; sia per la capacità di infilarsi nella sala macchine, un cunicolo stretto e basso, che puzza fortemente di gasolio: perfetto per prendersi il mal di mare; sia per l'abilità tecnica nello smontare e rimontare il pezzo. É tutto il giorno che non avvistiamo nemmeno una nave, anche se ne vediamo varie sugli strumenti che si muovono intorno a noi. É bello sapere che non siamo cosi soli, che ci sono altri marinai che navigano a poca distanza. 


Ieri sera ho passato buona parte della mia guardia a chiacchierare con Georgie. Georgie é nata a Wimbledon, ed anche lei va in barca sin da piccola: il padre ha sempre avuto barche. I suoi due grandi amori sono stati i cavalli e le barche, anche se ha dovuto vendere il suo cavallo quando é andata all'università, che in Inghilterra si suole fare lontano da casa. É all'università che ha conosciuto Jof: entrambi hanno studiato geografia. Ora lavorano insieme e vivono insieme su questa barca - d'estate nel Mediteraneo, d'inverno ai Caraibi. Mi chiedo se potrebbe piacermi una vita cosi. Penso di no: sento forte il bisogno di mettere radici da qualche parte, anche se non so ancora dove, né facendo cosa e con chi. 

Uno zig zag fra i pescherecci

9/12 -gg1

35'03'N - 9'20'W / 100 km a NW di Casablanca ore 1700


Il mio turno di guardia di ieri notte é stato molto movimentato poiché subito fuori dello stretto di Gibilterra c'era un'invasione di pescherecci marocchini, piccole barche in legno spesso con solo una torcia per rendersi visibili. Inoltre, miglia e miglia di reti in acqua da schivare. Funziona così: vengono gettate le reti, e poi un barchino resta di guardia e segnala ad eventuali imbarcazioni che stanno avvicinandosi. Poi si parla sul VHF per capire quale rotta permette di evitare il casino. 

Abbiamo passato quasi tre ore a fare la gincana fra barchette e reti, parlando con i pescatori, tre ore con il binocolo in mano e il radar acceso, per ogni evenienza. Anche stamattina non c'é vento, sono già 24 ore che andiamo a motore. C'é però l'onda lunga, un onda lunga come mai l'ho vista prima d'ora. Enormi e dolci dune turchesi si muovo lentamente verso di noi, saliamo in cima alla cresta e poi scendiamo nella valle. É affascinante osservarle... con la mattina siamo decisamente fuori vista della terra, ormai. Questo é il paesaggio a cui toccherà abituarsi per i prossimi giorni. 

Stamattina Walter mi ha insegnato a prendere i rilevamenti col sestante. Prima ho rilevato la luna, poi il sole. É uno strumento molto preciso - infatti é in grado di rilevare lo spostamento di un astro anche a distanza di pochi secondi. Ma i calcoli per trarne poi la posizione sono astrusi. Chissà se riesco a impararli, Walter mi ha detto che lui ha fatto un corso di 5 gg per imparare. 

Ho passato un paio d'ore a cercare di regolare una radio che ha comprato Jof, che interfacciata col PC dovrebbe permettere di ricevere fax meteo. Ma non c'é verso di farla funzionare....

Poi, verso l'ora di pranzo, vediamo uno sbuffo d'acqua all'orizzonte: é una balena! Infatti pochi secondi dopo vediamo la coda che spunta dall'acqua per poi sbattere con forza, creando grandi spruzzi. Purtroppo Jof non ha voluto cambiare rotta per avvicinarci a vedere, e quindi dopo pochi minuti la coda é sparita all'orizzonte. Ma magari ne vedremo altre, più da vicino...


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Mi sento un pò frustrato perché ho l'impressione di star passando le giornate in modo futile in barca, fra uno snack e una lettura di giornale. É come se avessi una qualche aspettativa, da questo viaggio, di ricevere un qualche tipo di comprensione, di esperienza diversa. E invece per ora il tempo passa e mi ritrovo nei miei pensieri, nelle mie emozioni di sempre, non troppo centrate in questo momento. E questo genera frustrazione. Ma forse sbaglio ad avere troppe aspettative. Cercherò di prendere quello che arriva e basta.

partenza!

Ore 1800 GMT

Siamo partiti, e stiamo ora doppiando Tarifa, ed entrando quindi nell'oceano. Il tempo é bello e c'é poco vento. Abbiamo fatto una scommessa sull'arrivo, e io ho scommesso il 12 dicembre alle 15... vedremo! Ora che siamo partiti mi sento molto tranquillo. Ho preso la mia decisione, sono in ballo. Ora penso solo a godermi quest'esperienza e cercare di trarne il più possibile. 

Mi chiedo però: cosa vuol dire trarne il piu possibile; perché sono qui? Cosa spinge un uomo di 36 anni a partire per un viaggio come questo? Sicuramente non comodo, non interessante paesaggisticamente, con un gruppo di sconosciuti, e con alcuni rischi? É possibile rispondere a questa domanda a molti livelli anche se, ad essere sincero con me stesso, non so se qualcuna di queste risposte sia la mia vera risposta. 

A un livello superficiale si potrebbe dire lo spirito di avventura; come disse (per fare una citazione colta) il Capitano Kirk a Spock, che gli chiedeva "perché voi umani scalate le montagne? A che serve? É illogico!" - "perché é li". In fondo c'é qualcosa dentro tutti gli esseri umani che spinge a provare cose nuove e sconosciute. 

Ad un altro livello, si potrebbe dire che questo é un sogno nel cassetto di tutti i velisti, cimentarsi con il Grande Blu.... 

Andando un pò più in profondità, potrei invece dire che ho sempre cercato esperienze fuori dal comune, sin da quando ero bambino. Mi ha sempre attratto andare e fare cose che gli altri non fanno, che siano studi, hobby o viaggi.... In effetti probabilmente il mio ego, la mia personalità si é costruita anche in questo modo. Forse penso di essere un "alternativo", un diverso.... Oppure potrei dire che cerco il rischio, il fuori dell'ordinario perché solo in quelle circostanze riesco a sentire che ogni secondo che passa é importante, e vivere intensamente, sentire intensamente.... 

Vorrei imparare a vivere la vita come se ogni minuto potesse essere potenzialmente l'ultimo, ma anche con la leggerezza di chi sa che comunque il destino, l'universo ci guida e non é necessario opporre resistenza, tutto arriva al momento in cui deve.

Andando ancora più in profondità, negli ultimi tempi penso di star ricercando l'esperienza del vuoto, del deserto... ho un grande bisogno di solitudine, che si esprime in San Nicola o nel cammino di Santiago, nella meditazione o in questo viaggio.... É come se solo nel silenzio, nel vuoto esteriore sia possibile trovare anche una quiete interiore, un'introspezione, un contatto con se stessi a cui anelo ma che evidentemente continua a sfuggirmi. 

Qualsiasi cosa sia, spero di capire meglio in questi giorni. Il tempo per riflettere non mancherà. 

martedì 8 dicembre 2009

bad news

Pare che non avremo la connessione a internet, chissa'quando potro'aggiornare il blog.....

The rock

Siamo a Gibilterra. Ieri siamo arrivati all'alba ed e' stato emozionante avvicinarsi a "the rock" come la chiamano gli inglesi. E' veramente una roccaforte, una montagna inaccessibile, dentro la quale gli inglesi hanno scavato tunnel, alloggi, ospedali. Un pezzo d'Inghilterra in Spagna e alle porte dell'Africa, con gli stessi negozi, le stesse facce, addirittura lo stresso tipo di mattonelle per lastricare i marciapiedi. E, dall'altro lato, l'Africa, non piu' lontana di Messina da Reggio. Due mondi che si guardano, che si incontrano e si scontrano. Una delle principali e piu' facili rotte dei trafficanti di esseri umani, la Lampedusa degli spagnoli, e per questo una delle zone piu' sorvegliate del pianeta.
E' stato un sollievo toccare terra dopo 3 giorni in mare, tutti ne sentivamo il bisogno soprattutto Legy e Lottie che hanno avuto la cabina allagata e che puzzava… finalmente hanno potuto areare per bene, lavare vestiti e lenzuola. E io che soffrivo di crisi da astinenza da Internet. Questi tre giorni sono stati soprattutto di acclimatamento alla barca. Ora siamo tutti un po' piu' abituati ai suoi ritmi e al movimento. Oggi stiamo aspettando una sim nuova per il satellitare, e la marea giusta. Mi ha stupito che, nonostante il motore ancora bisogna tener conto delle maree, e invece e' cosi. E' vero, si puo' partire e andare contro la marea e ce la si fa, ma si impiega piu' tempo in uno stretto molto trafficato – e' quindi piu' comodo per tutti aspettare. Insomma – fluire con le forze della natura conviene rispetto all'andare contro corrente. O per dirlo in modo zen: andare con cio' che e', invece di lottare contro cio' che e'.
Dato che dobbiamo arrivare entro il 24, perche' ci sono dei clienti paganti che aspettano la barca entro il 25, non faremo piu' ulteriori tappe, e punteremo dritti su Grenada: 3318 miglia nautiche, pari a circa 6000 km. Questa barca puo' percorrere fino a un massimo di 290 miglia al giorno, per cui nella migliore delle ipotesi ci vogliono 11 giorni ma piu' realisticamente attorno alle 2 settimane. L'abilita' e la fortuna dello skipper consiste soprattutto nel capire la meteorologia: evitare sia le bonacce sia le tempeste, mantenendosi su quella "via di mezzo" fra le une e le altre, che permette alla barca a vela di camminare tranquilla e veloce. Ad ogni modo, abbiamo caricato anche 2500 litri di gasolio, sufficienti a far camminare la barca ininterrottamente per 7 giorni e necessari per alimentare i generatori elettrici.
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Stanotte mi sono svegliato nel cuore della notte, e di nuovo ho avuto paura. Quante cose potrebbero succedere! Sembra pero' che sono l'unico – tutti sono tranquilli o emozionati. Sara' che sono un marinaio ormai vecchietto, che gli altri sottostimano i rischi? Ma anche Walter, piu' nonno di me, e' tranquillo… forse sono stato influenzato dalle ansie di mia madre? Non so. Come ho gia' scritto questo viaggio tocca qualche corda profonda in me. Mi immagino come si dovevano sentire i naviganti di un tempo alle soglie del Grande Blu, quando partivano senza GPS, senza previsioni meteo, senza una vera cartografia, senza sistemi di sicurezza e SOS… era un'altra cosa, ma alla fine non e' poi cosi' diverso. Anche noi saremo isolati, lontani migliaia di km dalla terra, e i sistemi elettronici possono sempre guastarsi (infatti abbiamo a bordo anche il buon vecchio… sestante!). Si e' vero c'e' l'acqua calda e il microonde, ma i venti sono i venti, le onde sono le onde e il mare, e ancora piu' l'oceano, richiedono rispetto.
Quindi, buon vento e in culo alla balena a noi!!!

lunedì 7 dicembre 2009

Qualche foto



Ecco qua i delfini che si affiancano alla nostra barca!






La partenza da Palma de Mallorca... fra poco si scatenera' il casino


Archie durante il turno di notte...

Io e Walter ci diamo il cambio per il turno della mattina. Legy sullo sfondo e' decisamente contento di andare a dormire



Mmm... chi avra' la precedenza?


In vista dell'Africa...

tanti delfini

6/12 ore 16.45 - 36'23'N, 3'24'W - 50 miglia a SSE di Malaga




Oggi e' una bella giornata, con un bel venticello a 15 nodi, che sfortunatamente arriva da ovest, e ci costringe quindi a fare dei bordi (ad andare a zig zag per i non velisti). Nel mio turno mi sono adoperato per insegnare a Georgie a giocare a tresette, cosa non facile in quanto ho prima dovuto spiegargli come sono fatte le carte italiane. Ma mi pare che abbia capito abbastanza, e la cosa ha anche creato curiosita' infatti Legy mi ha chiesto se glielo insegno pure a lui. Se riesco a interessare un quarto il problema di come passare il tempo nella traversata e' risolto.




Ieri notte abbiamo attraversato il meridiano di Greenwich, e ora prevediamo di arrivare a Gibilterra domani mattina. In realta' potremmo arrivare pure questa notte, se andassimo a motore, ma pare che il porto chiuda (nel vero senso della parola: tirano una specie di catena) dalle 20 alle 8, quindi ce la prendiamo comoda e facciamo qualche bordo sottocosta. Grazie a questo riesco anche a mandare qualche sms per annunciare di non essere ancora affondato.




La grande sorpresa si manifesta verso le 11, con un grandissimo branco di delfini che si affianca alla barca e ci accompagna per una buona mezz'ora. E' incredibile vederli nuotare, saltare nella scia della barca, fare piroette, poi passare sotto lo scafo e ricominciare dall'altra parte. Chissa' cosa pensano, cosa li attira nell'affiancarsi al grande scafo della barca, se si immaginano che sia un grosso pesce che nuota in superficie, oppure se sono incuriositi da questi rumorosi esseri bipedi che strillano e saltellano felici nel vederli passare.




Una buona notizia: ho definitivamente ripristinato tutte le funzioni di input e output del mio corpo - adirittura oggi sono andato sullo yogurt, noto per provocare il mal di mare, e non ho avuto alcun problema. Purtroppo sull'output si e' intasato il bagno tecnologico in cui si poteva teoricamente buttare di tutto... e ho dovuto smontare le tuberie e ripulirle (un vero lavoro di merda).




Oggi vorrei anche parlarvi del transponder, una roba che non avevo mai visto. Si tratta di un sistema che trasmette i dati della barca alle altre barche entro raggio del VHF, e capta i segnali inviati dalle altre barche. Il tutto e' consultabile sul computer di bordo, ed ha l'aspetto della foto che attacco qui sotto (i triangolini sono le navi). E' interessante vedere quante navi si spostano in continuo su e giu' per il Mediterraneo, trasportando i beni della nostra societa' di consumo. Genova, Alicante, Rotterdam, Istanbul, Piombino, Cartagena, Cairo... ieri ho anche beccato una nave che trasportava rifiuti tossici (e lo annunciava sul transponder) - destinazione coste della Calabria?




Per concludere, un saluto e un abbraccio a tutti coloro che hanno partecipato al no Berlusconi day!!!

























domenica 6 dicembre 2009

il mediterraneo pretende rispetto

5/12 ore 19.30 -36'45'N 0'47'E / 70 miglia a est di Almeria

Siamo partiti in una giornata nuvolosa, con groppi di pioggia che si aggiravano nei dintorni. Per qualche motivo, nel pensare questo viaggio ho sempre immaginato la tratta oceanica come la "vera" navigazione, mentre mi aspettavo il passaggio nel Mediterraneo come un preludio noioso, un antipasto in attesa del piatto forte. Invece la divinita' del Mediterraneo deve aver sentito questo mio pensiero e ha deciso di pretendere il dovuto rispetto: si e' rapidamente alzato un vento a 30 nodi (60kmh) che ci ha costretti prima a ridurre le vele, e poi a ammainare totalmente la randa, lasciando solo il fiocco aperto per meta'. Le onde hanno cominciato ad ingrossarsi, tutt'al piu' che il vento ci veniva da davanti, e navigavamo quindi di bolina. Una signora bolina, a 9 nodi di velocita', ma pur sempre una bolina, e gli effetti sull'equipaggio non hanno tardato a farsi sentire:dopo poche ore la maggior parte di noi era KO. Io ho inizialmente cercato di resistere, ma alla fine mi sono arreso e ho abbracciato il bugliolo  (secchio), il miglior amico del marinaio d'acqua dolce.

La situazione e' continuata per tutto il giorno e la notte e mi sono arreso a vomitare ben 3 volte. Alla fine ero diventato cosi' bravo che riuscivo a scendere dal letto, vomitare lavarmi e tornare in meno di 1 minuto.


Inoltre, sono cominciati a succedere alcuni piccoli incidenti: un oblo' non sigillato nella stanza di Lottie e Legy, che ha fatto bagnare praticamente tutti i loro averi; la rottura del grillo della drizza di randa, che ha costretto Walter a dover salire in testa d'albero per recuperare la drizza che svolazzava; la tazza del nostro water che si e' staccata. Nulla di troppo grave o irreparabile, ma certo non un inizio piacevole.Oggi per fortuna il vento e' invece calato e quindi abbiamo smotorato quasi tutto il giorno. Sono anche riuscito a mangiare mantenendo dentro il cibo, che e' sicuramente un passo avanti. E ora addirittura oso mettermi a scrivere sul PC, stando nella dinette e di sera... se sopravvivo a questa, posso dire di essermi abituato al movimento.  Ora vi saluto che fra poco comincia il mio turno di guardia. Stasera si mangia Thai Green Curry surgelato.

giovedì 3 dicembre 2009

Aspettando e aspettando

Foto del primo pasto insieme (una sontuosa zuppa liofilizzata). Da sinistra a destra Walter, Jonathan (Jof), Legy, Eddy,  Georgie, Lottie. Io sono ufficialmente Cippa, perche' Mauro lo trovano troppo complicato.


Passata la giornata aspettando un kit medico che ci e' stato spedito dall'Inghilterra via UPS e non arrivava mai. Nell'attesa, Jof ci ha fatto il briefing di sicurezza, spiegandoci le dotazioni di sicurezza della barca e assegnando i ruoli ad ognuno per ogni tipo di evenienza (ad es. se affondiamo io mi devo occupare delle "Grab bag", due borse dove ci sono acqua, cibo, medicine, torcia, razzi, EPIRB, GPS, telefono satellitare, documenti, soldi ecc). Molto meticoloso, noi in barca non lo facciamo mai e invece si dovrebbe. La barca in sostanza ha tutte le dotazioni di sicurezza doppie, o in alcuni casi triple (ad es. per le pompe di sentina ce ne sono 3 per ogni sentina, per l'incendio ci sono un sistema automatico, gli estintori e poi anche un idrante).

Alla fine verso le 4 sono uscito a mangiare una crepe con la Nutella, e ho visto un camioncino dell'UPS. Mi sono appostato  come una tigre a caccia e ho aspettato l'omino.... Messo con le spalle al muro, e' stato costretto a consegnarci subito questo famoso kit medico, che e' una roba di tutto rispetto. Delle dimensioni di una valigia, contiene rifornimenti medici per qualsiasi evenienza, incluso stecche per steccare arti, collare per il collo, morfina, cardiotonici, ecc ecc ecc. Abbiamo stoccato tutto in buste di plastica numerate secondo un sistema di riferimento indicato nel manuale del pronto soccorso. Il manuale indica, per ogni eventualita', quale busta e quali prodotti vanno usati. Decisamente ben organizzato. Comunque il mio raid  mi e' valso le lodi dell'equipaggio per questa mossa di tipico arrangiarsi latino!


Peccato che nel frattempo il tempo e' peggiorato, e quindi il nostro skipper ha deciso di rimandare la partenza a domani mattina, ore 5.00. Quindi, stasera serata tranquilla in barca. Sic stantibus rebus, dovremmo arrivare al porto di Gibilterra domenica, non si sa bene a che ora. 


Mi giunge una domanda via sms su come faccio ad aggiornare il blog nell'oceano. La risposta e' che la barca e' dotata di collegamento satellitare, che viene usato per scaricare le info metereologiche ed altro. Dev'essere risparmiato il piu' possibile, perche' molto costoso e lentissimo, ma spero di poter aggiornare il blog ogni tanto.... purtroppo senza foto, almeno fino all'arrivo.




prima notte a bordo





Passata la prima notte a bordo, ho dormito abbastanza bene. Ieri sera al rientro sono rimasto un po' a chiacchierare con gli altri membri dell'equipaggio. Ecco una rapida carrellata:



Jonathan e Georgina: skipper e hostess ufficiali di questa barca, sono a bordo da vari mesi e sono gli unici pagati. Lui e' il classico surfista, biondo slavato fisico ben messo. Lei e' bassina, sembra piu' sudeuropea che inglese. Da qualche mese ha deciso di seguirlo in giro per i mari.




Eddie: scozzese, il piu' giovane (appena ventenne) si e' portato dietro la cornamusa a bordo. Condivido la stanza con lui. Da alcuni mesi vive a Palma, anche lui ha parecchia esperienza di vela. Ha il classico ordine e pulizia di un ventenne anglosassone (i.e. il bagno e la cabina sono un casino)


Legy e Lottie: altra coppia, lui inglese biondissimo, lei svedese. Lui ha perso il lavoro (non ho capito che faceva) per la crisi economica, lei ha mollato il suo (gestiva temporary store di vestiti) e hanno deciso di lasciare Londra e andare ai Caraibi a vedere che aria tira, e magari lavorare per un pó sulle barche. Lui scrive racconti di viaggio, spero me ne fará leggere qualcuno


Walter: italiano di Trento, ex guida alpina, ora skipper transoceanico, oltre che meditatore vipassana come me. É lui che mi ha trovato il posto a bordo.



La barca continua a stupirmi con i suoi gadget. Oggi ho scoperto che la tazza del water é “normale” (non richiede l’uso di pompe manuali), e ci si puó buttare la carta igienica in quanto dotata di filtri e sanitrit. Poi ho scoperto che c’é pure la lavastoviglie, oltre alla lavatrice...


Sul lato negativo, invece temo che si mangerá maluccio: ho aperto il frigo e ho visto un range di cibo spazzatura incredibile.... soprattutto salumi radioattivi (quelli fosforescenti, con colori innaturali) e pressocché zero verdure e poca frutta. Per fortuna ho visto anche una discreta quantitá di pasta, speriamo bene.... che dire? Sono inglesi!!!


Jonathan ha fatto i turni di guardia, a me toccherá dalle 8 alle 12 e dalle 20 alle 24. Gli altri 4 membri dell’equipaggio ruoteranno invece su turni di 3 ore, in modo da poter creare tutte le possibili combinazioni di coppie. Di giorno ci saranno 2 persone di guardia, di notte 3.


Fra poco cominciamo a prepararci per partire, dopo che arriveranno i rifornimenti sanitari (cassetta medica nuova) e dopo il security briefing dello skipper. Fra 2 giorni ci fermiamo a Gibilterra, dove faremo rifornimenti e dove cercheró di aggiornare il blog. Invece non é sicuro che abbiamo tempo per fermarci alle Canarie, visti i gg persi per il problema con la banca...

mercoledì 2 dicembre 2009

A bordo


Sono a Palma, e mi sono imbarcato! Scrivo da un internet cafè vicino al porto. Palma è incredibile, ha un aeroporto grande come Fiumicino, e per niente l’aria di un’isola. La città è piena di negozi, ristoranti, luci...sembra di stare sul continente! Eppoi il porto è enorme, e pieno di barche grandissime....

La barca è spettacolare, ponte in tek, albero di 43m, winch elettrici, un gruppo elettrico sufficiente per alimentare un appartamento. Addirittura dinette separata dalla cucina, che è attrezzata con 2 frigo e 1 freezer. Io condivido una cambina di poppa con un ragazzo inglese, sono contento l’alloggio in poppa garantisce un minore movimento per dormire in navigazione.

L’equipaggio è composto da 7 persone, me compreso, 5 uomini e 2 donne (le ragazze di due membri dell’equipaggio). All’arrivo sembrava un internet cafè, erano tutti con i loro portatili su facebook.... insomma un equipaggio di nerds! Non ho avuto molto tempo per chiacchierare con loro perchè siamo usciti con Walter per mangiare una pizza e venire qui a mandare qualche mail, ma ci sarà tempo. Tutti molto giovani, tranne Walter e me tutti ventenni.... e questo mi stupisce molto, per noi sarebbe inconcepibile per dei ragazzi così giovani fare una cosa del genere.

Sia Walter (co-skipper) che Jonathan (skipper) hanno notevole esperienza, Walter ha circa 10 volte il numero di miglia che ho io (misere 2500 miglia), Jonathan è figlio d’arte, è praticamente nato in barca e ha passato gran parte della sua vita navigando. È responsabile della Nimrod da oltre 1 anno, e questa è la sua terza traversata oceanica con questa barca. Ci sarà molto da imparare da questi due. Per cominciare Walter ha promesso di insegnarmi la navigazione astronomica!!

Domani si parte con destinazione Gibilterra, dove faremo tappa. Dovremmo metterci 2 giorni, vedremo. Domani vedremo come funziona internet dalla barca.....

martedì 1 dicembre 2009

e invece.....


E invece a dispetto della finanza si parte. Oggi una telefonata inattesa all’ora di pranzo mi ha avvertito che è stato raggiunto un accordo con la banca, e quindi la barca è stata sbloccata.
Si salpa giovedì mattina…. E quindi in fretta e furia ho rifatto la valigia e mi sono preparato. Questi cambiamenti mi stanno veramente frullando a livello emotivo.
Domani aereo alle 10,30!!