10/12 -gg 2- 31'01'N, 12'30'W - 200 miglia a ovest di Casablanca
Oggi finalmente é salito il vento ed é tutto il giorno che andiamo a vela. Il tempo é bello ma c'é un mare molto strano: si sommano le onde lunghe che ci arrivano da destra con le onde nuove, brevi, che ci arrivano da sinistra. É piuttosto fastidioso. Non so se per questo o altro, é tutto il giorno che ho sonno; ho passato mezza giornata a dormire. Oggi Jof ha smontato l'alternatore e l'ha rimontato in un altro punto della sala macchine: dov'era toccava con gli scambiatori di calore e poteva rompersi. Ci ha messo circa un'ora e mezzo e, devo dire, sono ammirato; sia per la capacità di infilarsi nella sala macchine, un cunicolo stretto e basso, che puzza fortemente di gasolio: perfetto per prendersi il mal di mare; sia per l'abilità tecnica nello smontare e rimontare il pezzo. É tutto il giorno che non avvistiamo nemmeno una nave, anche se ne vediamo varie sugli strumenti che si muovono intorno a noi. É bello sapere che non siamo cosi soli, che ci sono altri marinai che navigano a poca distanza.
Ieri sera ho passato buona parte della mia guardia a chiacchierare con Georgie. Georgie é nata a Wimbledon, ed anche lei va in barca sin da piccola: il padre ha sempre avuto barche. I suoi due grandi amori sono stati i cavalli e le barche, anche se ha dovuto vendere il suo cavallo quando é andata all'università, che in Inghilterra si suole fare lontano da casa. É all'università che ha conosciuto Jof: entrambi hanno studiato geografia. Ora lavorano insieme e vivono insieme su questa barca - d'estate nel Mediteraneo, d'inverno ai Caraibi. Mi chiedo se potrebbe piacermi una vita cosi. Penso di no: sento forte il bisogno di mettere radici da qualche parte, anche se non so ancora dove, né facendo cosa e con chi.
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