Gli ulivi se non si potano diventano delle specie di cespugli informi. Occorre sempre scegliere, tagliare dei rami e lasciarne crescere altri. Un po’ come la vita: quando facciamo una scelta, scegliamo di lasciar crescere un ramo e di tagliarne un altro. Potare è essenziale: nei nostri tempi frenetici cerchiamo di fare troppo e la vita appare proprio come un cespuglio: tanti rami troppo piccoli, che non portano frutti.
Come nel tai chi, come nella vita, anche nell’arte di potare gli ulivi occorre bilanciare azione e arresa: non puoi scegliere quale ramo far crescere, questo lo decide la natura, l'esposizione, i venti, il sole. Ma puoi decidere di tagliare i rami che non possono più dare frutti. Un buon potatore sa discernere i rami esausti, quelli che per la loro forma non porteranno mai frutti ma assorbiranno tanta linfa e quelli che si disturbano fra loro, rovinando l’armonia dell’albero. Taglia senza esitazione, né troppo (perché l’albero ne sarebbe traumatizzato), né troppo poco (perché sarebbe inutile). E poi lascia che l'energia della terra da sola si ridiriga verso i rami rimasti. Inutile accanirsi: magari vuoi che un certo ramo cresca in una certa direzione, e invece se ne va da un’altra parte. Occorre accettarlo. Oppure tagliarlo.
Nella mia vita ho sempre amato il verde fresco e vitale dei rami giovani. Forse troppo spesso ho potato un ramo non appena cominciava ad irrobustirsi, per lasciarne crescere un altro più nuovo, per il semplice piacere della sua novità. Il mio albero ha tanti rami giovani, che vanno in tante direzioni diverse. Pochi, però, hanno avuto il tempo di irrobustirsi e dare frutti.
Al capo opposto ci sono le vite ormai da tempo senza freschezza e novità - gli ulivi centenari, che ormai hanno esaurito la loro spinta vitale. Quando un ulivo è invecchiato, occorre capitozzarlo: tagliare tutti i rami, e lasciare che rinasca dalle sue ceneri. Certo, ci metterà alcuni anni a riprendersi dal trauma, ma poi tornerà a nuova vita. Ci vuole coraggio e fiducia da parte del potatore: hai l’impressione di creare il vuoto, e non puoi essere sicuro che l’ulivo rinascerà. Ma è l’unico modo per non condannare l’albero ad una lenta morte, preceduta da una lunga non-vita.
L’ulivo è nel suo piccolo un maestro.
