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domenica 27 febbraio 2022

Censurato!!!


 

Finalmente ce l'ho fatta. 

Erano mesi che mi chiedevo: perchè tutti vengono censurati e io no? Sono davvero così sfigato, così inefficace nei miei contenuti, da non essere degno di censura? E tutti i miei amici che si lamentavano, e io invece no, mi incattivivo, scrivevo vaccini anzichè vaxxini, green pass anzichè grinpas, ma gli algoritmi mi ignoravano. Non ci riuscivo proprio... e cominciavo a pensare che magari non avevo abbastanza troll, abbastanza hater, oppure abbastanza like e follower da essere degno di censura. Oppure che i miei post fossero troppo annacquati. Boh. Ma finalmente mi sono laureato. Anche io posso onorarmi di essere STATO CENSURATO DA FACEBOOK!!!! Finalmente non sono più uno sfigato qualunque:-)


Ed ecco, per voi curiosoni, il pericoloso e sovversivo post con cui mi sono guadagnato questa medaglia:


Avi Barot, 29 anni, giocatore di cricket del Saurashtra cricketer muore di infarto: https://www.thehindu.com/.../young.../article37015873.ece
Abou Ali, 22 anni, calciatore professionista soffre di attacco cardiaco e si accascia sul campo durante una partita: https://www.thesun.co.uk/.../footballer-wessam-abou-ali.../
Fabrice Nsakala, 31 anni, difensore del Besiktas si accascia sul campo durante una partita: https://www.theguardian.com/.../fabrice-nsakala-besiktas...
Jens De Smet, 27 anni, calciatore, si accascia sul campo e muore di attacco cardiaco. https://newswep.com/jens-27-collapses-on-the-football.../
Jente van Genechten, 25 anni, calciatore, si accascia sul campo per attacco cardiaco: https://www.sudinfo.be/.../25-ans-un-joueur-belge-de...
Frederic Lartillot, Calciatore francese, si accascia nello spogliatoio e muore per attacco cardiaco dopo la partita. https://www.leprogres.fr/.../deces-d-un-joueur-de-foot...
Benjamin Taft, 31 anni, calciatore tedesco si accascia dopo una partita e muore. https://www.anpfiff.info/mobile/sites/cms/artikel.aspx...
Rune Coghe, 18 anni, calciatore belga soffre di attacco cardiaco sul campo: https://www.sudinfo.be/.../rune-jeune-joueur-de-18-ans...
Helen Edwards, arbitro, viene evacuata dal campo durante partita di qualifica dei mondiali per problemi cardiaci: https://www.rtl.de/.../dfb-spiel-unterbrochen...
Dimitri Lienard, 33 anni, centrocampista dello Strasburgo si accascia durante una partita: https://madeinfoot.ouest-france.fr/.../article-rc...
Sergio Aguero, 33 anni, cannoniere del Barecellona ricoverato per verifiche al cuore dopo partita: https://www.cnn.com/.../sergio-aguero.../index.html
Emil Palsson, 28 anni, centrocampista dl Sognal soffre di arresto cardiaco durante partita in Norvegia: https://www.independent.co.uk/.../norway-footballer-emil...
Antoine Méchin, 31 anni, atleta del triathlon francese, soffre di embolia polmonare dopo vaccino Moderna: https://www.sudouest.fr/.../le-triathlete-saintais...
Luis Ojeda, 20 anni, calciatore Argentino muore all'improvviso: https://www.antena3.com/.../emotiva-carta-lola-ortiz...
Greg Luyssen, 22 anni, ciclista professionista belga termina la sua carriera a causa di problemi di cuore: https://kw.be/.../wielerbelofte-greg-luyssen-22-uit-de.../
Pedro Obiang, 29 anni, ex stella dello West Ham soffre di miocardite dopo il vaccino, forse termina la sua carriera: https://thecovidworld.com/pedro-obiang-29-year-old.../
Cienna Knowles, 19 anni, stella dell'equitazione, ricoverata a causa di coaguli nel sangue: https://www.news.com.au/.../286e7cd42e896b091e4b257322296a05

domenica 27 agosto 2017

Johannesburg

Quando si arriva in aereo a Johannesburg (Joburg, per i locali),  all'improvviso un altopiano brullo comincia a popolarsi di alberi e di verde. Scopro che Joburg viene decantata come la più grande foresta piantata dall'uomo del mondo, forse un pò esagerato visto che si tratta per lo più di alberi decorativi intorno alle case. Poi scendendo ti accorgi che quasi tutte le automobili sono bianche; scoprirò poi che il bianco è il colore di base in Sud Africa, tutti gli altri colori si pagano a parte.
La città è sconfinata e si perde a vista d'occhio in tutte le direzioni, fondendosi senza soluzione di continuità con le Townships, il nome che si da ai sobborghi neri che circondano la città in tutte le direzioni.

La caratteristica più evidente di Johannesburg sono le difese. La città è un insieme di complessi residenziali stile Olgiata ognuno dei quali è protetto da un muro di cinta elettrificato e spesso da guardie armate, una specie di serie ininterrotta di prigioni al contrario. Dentro, ci sono tutti quelli che hanno di più di quelli che stanno fuori. Queste innumerevoli isole verdi e felici sono collegate da autostrade e strade enormi, in stile americano, su cui ci si sposta solo in auto. Non esistono strade come le intendiamo noi, con negozi e uno struscio. Quando gli abitanti vogliono uscire, si recano presso uno degli innumerevoli centri commerciali, anch'essi difesi da muri, filo spinato e barriere elettrificate, e spesso da guardie armate. In queste isole di benessere ci sono i negozi ma anche i ristoranti e i locali, e si può circolare tranquilli.

Il sentimento che si percepisce è la paura - paura della violenza dei neri che ora possono votare, è vero, ma sono rimasti poveri e senza opportunità, dato che la democrazia non è ancora riuscita a portare una maggiore uguaglianza per le masse. Paura fra i bianchi e paura anche fra i neri che sono riusciti a salire qualche gradino sociale, a comprarsi una macchina e diventare tassisti di Uber, per esempio.

Il tassista che mi porta dall'aeroporto all'hotel mi racconta che in vita sua è stato attaccato 7 volte, tre volte mentre era alla guida e volevano rubargli l'auto, ma per fortuna lui si è messo a correre ed è riuscito a seminarli, e 4 volte gli hanno puntato la pistola per strada è gli hanno rubato i soldi. Tutti universalmente mi consigliano di stare attento e circolare solo in auto. Già, ma del resto a che serve camminare lungo delle autostrade deserte dove non c'è nulla da vedere?

Quando chiedo alla reception cosa c'è di carino in zona, mi consigliano il locale centro commerciale, dove alla fine vado per disperazione, per trovare più o meno la stessa roba che troverei in Italia a prezzi simili - anche qui la globalizzazione appiattisce il mondo su un modello occidentale - americano, sia pur declinato in salsa Sudafricana.

Le Township invece sono diverse. Alternano distese infinite di case tutte uguali, case a un piano con tetto fatto con le onduline, composte da due stanze, soggiorno con angolo cottura e bagno. Sono state costruite dal governo e ci abita la classe media nera, gli insegnanti, i poliziotti, gli infermieri. Ci abitava anche Nelson Mandela, una casa rossa uguale a tutte le altre con cucina a legna e molti fori di pallottole, dato che la polizia quando poteva andava a molestare lui e la sua famiglia. E poi ci sono gli "insediamenti informali", vale a dire le bidonville, uguali a tutte le bidonville di tutto il mondo, sporche, confuse, con vicoli stretti e tanta umanità che vive accalcata. E le onnipresenti strade a 4 corsie. Qui, però, mancano gli alberi che nei quartieri ricchi abbelliscono e trattengono la polvere; il vento spazza le strade e alza enormi quantità di polvere, una vera e propria nebbia.

Johannesburg nasce e cresce grazie alle miniere d'oro, che nell'800 attrassero centinaia di migliaia di persone, facendo diventare questa città il cuore economico del Sud Africa. Oggi le miniere non ci sono più, ma restano innumerevoli colline artificiali, che si riconoscono per la loro forma squadrata: si tratta di tonnellate di detriti degli scavi sotterranei, su cui è stata poi costruita la città. A Soweto ci sono due luoghi di pellegrinaggio di stranieri e sudafricani: la casa di Mandela e la chiesa di Santa Maria, una chiesa moderna che ricorda la mia parrocchia di S. Pio X, col tetto spiovente e dei mosaici colorati sui vetri. Un luogo storico di resistenza e sede delle riunioni dell'African National Congress, il partito di Mandela, oltre che dei negoziati di transizione alla democrazia.

L'Apartheid e la lotta per sonfiggerlo sono celebrati in due luoghi simbolo, musei costruiti negli anni 90 che rappresentano un simbolo di speranza per il futuro: la sede della corte costituzionale, costruita con gli stessi mattoni della più famigerata prigione per i prigionieri politici, a rappresentare come le stesse radici dell'oppressione diventano ora l'istituzione incaricata di proteggere la libertà; e il museo dell'Apartheid, che racconta la storia di questo triste capitolo della storia umana senza retorica, senza odio nei confronti dell'oppressore, ma cercando di dare una visione obiettiva e bipartisan dell'accaduto, uno sforzo ammirevole che questo paese è riuscito a compiere grazie soprattutto alla grandezza del suo leader, che ha risparmiato una seconda epoca buia di epurazioni e impiccagioni a testa in giù dell'oppressore. Forse proprio questa è l'eredità che il Sudafrica consegna al mondo, la capacità di guardare al futuro senza rimuginare il dolore e le sofferenze del passato, e tendendo la mano all'oppressore che diviene un cittadino degno di tutela e di vivere il Sud Africa tanto quanto l'oppresso.
Grazie Sud Africa per insegnarci il perdono e il lasciare andare il passato per guardare al futuro.

giovedì 22 gennaio 2015

Il misterioso artista


Chi sei, misterioso scultore
artista della silenziosa immensità?

Con il vento fra le mani,
Brandendo il sole e le stelle
Componi effimeri mosaici.

Silenziosa e immensa è la tua bottega,
non ti curi del tempo nè dello spazio,
non visto crei misteriose geometrie perfette.

Cannoli, scaglie, croste, palline, onde
curve gentili e linee spezzate
compongono un'opera 
che dura un giorno o un mese,
per poi tornare al nulla da cui è venuta.

L'immensità della tua opera è solo pari alla sua futilità.

Spandi silenziosa bellezza che nessun occhio mai vedrà,
nessuno mai si chiederà il perchè, al posto del caos,
c'è l'arte.

Grazie, sconosciuto artista, 
per avermi rivelato un frammento del tuo essere.

giovedì 19 giugno 2014

Addio alle pizze

Anche le “pizze” da domani vanno in pensione: me lo annuncia lo strappa biglietti del cinema vicino casa, un ometto basso con la pelle macchiata dall'età è un gran paio di occhiali da vista anni 80. “Domani vengono e portano via tutto, proiettori e impianti… Si installano nuovi proiettori digitali o si chiude”. I distributori dei film non produrranno più le pellicole e il film arriveranno ai cinema via Internet, o al più su hard disk. I cinema che non possono permettersi di comprare le nuove macchine chiuderanno, trasformandosi in nuove sale bingo o supermarket.

La notizia mi rende triste e non so il perché, anzi sono stizzito per la mia incoerenza. Ho già dato addio ai 33 giri e alle cassette senza rimpianti, passando prima ai CD e poi agli MP3; ho festeggiato l'arrivo dei DVD e il pensionamento delle videocassette; sono stato uno dei primi a comprare un ebook reader; ho lasciato con un po' di difficoltà ma fiducioso nel futuro la mia reflex a pellicola per una compatta digitale… E allora perché questa nostalgia per le pizze? Che sia un segno dell'età?

Non lo so e non riesco a giustificare questo senso di perdita irrimediabile che mi attanaglia, anche se fra me e me ci provo: magari sono arrabbiato pensando ai posti di lavoro, anzi, ai mestieri che spariranno: gli operatori del proiettore, quelli che producono le pellicole, quelli che le trasportano… E tutte le loro filiere. Come possiamo pensare di creare sufficiente lavoro per tutti se basta così poco per rendere disoccupata tanta gente? Ma no, non è un ragionamento, è una sensazione che viene dal profondo della pancia. Una sensazione che viene dall'infanzia, dal profumo di pop-corn nei tempi in cui non c'era Dolby Surround o 3D, emozioni che emergono al rumore del proiettore e guardando i coriandoli, i puntini neri che appaiono sullo schermo all'inizio e alla fine di una pellicola… a partire dalla memoria della prima volta che sono andato a vedere un film da solo con una ragazza, ero alle elementari… attraverso i tanti film che hanno incarnato un momento particolare della mia vita. Sarà ancora uguale? Probabilmente si… forse anche meglio, con maggiore qualità dell’immagine e del suono… eppure…

Mia nipote nato due giorni fa conoscerà solo un mondo digitale in cui musica, suono, immagini, testi, pensieri e chissà cos'altro non saranno più legati a supporti fisici e saranno liberi di vagare, leggeri e incorporei, nel cyberspazio. Cosa vorrà dire, questo, per il futuro? Chissà se fra 10 anni qualcuno farà un nuovo “nuovo cinema Paradiso” per raccontare questo cambiamento.