Anche le “pizze” da domani vanno in pensione: me lo annuncia lo strappa biglietti del cinema vicino casa, un ometto basso con la pelle macchiata dall'età è un gran paio di occhiali da vista anni 80. “Domani vengono e portano via tutto, proiettori e impianti… Si installano nuovi proiettori digitali o si chiude”. I distributori dei film non produrranno più le pellicole e il film arriveranno ai cinema via Internet, o al più su hard disk. I cinema che non possono permettersi di comprare le nuove macchine chiuderanno, trasformandosi in nuove sale bingo o supermarket.
La notizia mi rende triste e non so il perché, anzi sono stizzito per la mia incoerenza. Ho già dato addio ai 33 giri e alle cassette senza rimpianti, passando prima ai CD e poi agli MP3; ho festeggiato l'arrivo dei DVD e il pensionamento delle videocassette; sono stato uno dei primi a comprare un ebook reader; ho lasciato con un po' di difficoltà ma fiducioso nel futuro la mia reflex a pellicola per una compatta digitale… E allora perché questa nostalgia per le pizze? Che sia un segno dell'età?
Non lo so e non riesco a giustificare questo senso di perdita irrimediabile che mi attanaglia, anche se fra me e me ci provo: magari sono arrabbiato pensando ai posti di lavoro, anzi, ai mestieri che spariranno: gli operatori del proiettore, quelli che producono le pellicole, quelli che le trasportano… E tutte le loro filiere. Come possiamo pensare di creare sufficiente lavoro per tutti se basta così poco per rendere disoccupata tanta gente? Ma no, non è un ragionamento, è una sensazione che viene dal profondo della pancia. Una sensazione che viene dall'infanzia, dal profumo di pop-corn nei tempi in cui non c'era Dolby Surround o 3D, emozioni che emergono al rumore del proiettore e guardando i coriandoli, i puntini neri che appaiono sullo schermo all'inizio e alla fine di una pellicola… a partire dalla memoria della prima volta che sono andato a vedere un film da solo con una ragazza, ero alle elementari… attraverso i tanti film che hanno incarnato un momento particolare della mia vita. Sarà ancora uguale? Probabilmente si… forse anche meglio, con maggiore qualità dell’immagine e del suono… eppure…
Mia nipote nato due giorni fa conoscerà solo un mondo digitale in cui musica, suono, immagini, testi, pensieri e chissà cos'altro non saranno più legati a supporti fisici e saranno liberi di vagare, leggeri e incorporei, nel cyberspazio. Cosa vorrà dire, questo, per il futuro? Chissà se fra 10 anni qualcuno farà un nuovo “nuovo cinema Paradiso” per raccontare questo cambiamento.
La notizia mi rende triste e non so il perché, anzi sono stizzito per la mia incoerenza. Ho già dato addio ai 33 giri e alle cassette senza rimpianti, passando prima ai CD e poi agli MP3; ho festeggiato l'arrivo dei DVD e il pensionamento delle videocassette; sono stato uno dei primi a comprare un ebook reader; ho lasciato con un po' di difficoltà ma fiducioso nel futuro la mia reflex a pellicola per una compatta digitale… E allora perché questa nostalgia per le pizze? Che sia un segno dell'età?
Non lo so e non riesco a giustificare questo senso di perdita irrimediabile che mi attanaglia, anche se fra me e me ci provo: magari sono arrabbiato pensando ai posti di lavoro, anzi, ai mestieri che spariranno: gli operatori del proiettore, quelli che producono le pellicole, quelli che le trasportano… E tutte le loro filiere. Come possiamo pensare di creare sufficiente lavoro per tutti se basta così poco per rendere disoccupata tanta gente? Ma no, non è un ragionamento, è una sensazione che viene dal profondo della pancia. Una sensazione che viene dall'infanzia, dal profumo di pop-corn nei tempi in cui non c'era Dolby Surround o 3D, emozioni che emergono al rumore del proiettore e guardando i coriandoli, i puntini neri che appaiono sullo schermo all'inizio e alla fine di una pellicola… a partire dalla memoria della prima volta che sono andato a vedere un film da solo con una ragazza, ero alle elementari… attraverso i tanti film che hanno incarnato un momento particolare della mia vita. Sarà ancora uguale? Probabilmente si… forse anche meglio, con maggiore qualità dell’immagine e del suono… eppure…
Mia nipote nato due giorni fa conoscerà solo un mondo digitale in cui musica, suono, immagini, testi, pensieri e chissà cos'altro non saranno più legati a supporti fisici e saranno liberi di vagare, leggeri e incorporei, nel cyberspazio. Cosa vorrà dire, questo, per il futuro? Chissà se fra 10 anni qualcuno farà un nuovo “nuovo cinema Paradiso” per raccontare questo cambiamento.

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