20/12 - gg 12 - 16'31'N, 37'58'W- 700 miglia a ovest di Capo Verde
Oggi finalmente si é alzato un pò di vento, non molto ma abbastanza per tornare a navigare a vela, anche perché il gasolio per il motore non c'é più. Da ora in poi sarà tutto a vela, fino a Grenada, volenti o nolenti. Così stamattina abbiamo dato l'enorme spinnaker di 525 m2, che ci permette di navigare a circa 7 nodi con soli 10 nodi di vento. Però lo spi é una vela bizzosa, che dev'essere controllata da vicino, e così da oggi toccherà far riposare il pilota automatico e timoneggiare. Per me non va cosi male, perché i miei turni sono all'alba e al tramonto quando fa fresco. Infatti nelle ore centrali della giornata fa un caldo ormai insopportabile. Stiamo tutti sotto coperta all'ombra, solo Jof tiene il timone sotto il sole e davvero non so come fa.
L'umore comunque non é dei migliori, fatto salvo per me e Walter che siamo tutto sommato tranquilli. In particolare Leggy é depresso, ci teneva ad arrivare entro Natale anche perché coincide con il suo compleanno. É tutta la mattina che, con tipico humor inglese, scherzano sul fatto di perdersi nell'oceano, di chiamare il mayday per farci trainare da una nave, o altro. Dietro queste battute si nasconde però un disagio reale.
Personalmente non mi piace come viene gestita la barca. Mi sembra che si dovrebbe cominciare a fare un inventario delle risorse (cibo, acqua, energia) e misurare i consumi con molta più attenzione, invece si continua a sprecare e a mangiare troppo. Il cibo spazzatura é quasi finito, ormai... Temo che gli ultimi giorni questo ci obbligherà a dover tirare la cinghia sul serio - per fortuna ci sono grosse quantità di pasta e riso a bordo, per cui qualcosa da mangiare ci sarà comunque e anzi potrebbe essere più sano di prima. Speriamo che nei prossimi giorni il vento si rafforzi per permetterci di recuperare il tempo perduto e arrivare poco dopo Natale.
Ieri sera Archie, che e' un lord, mi ha mostrato foto di casa sua: vive in su un promontorio molto bello, sulla costa occidentale della Scozia. Quasi disabitata la zona, loro hanno addirittura una spiaggia personale. Lui ha quindi cominciato ad andare in barca a vela molto piccolo, oltre che a fare trekking e caccia, la vera attività della zona. Pare che i cacciatori vadano li da tutta Europa perché é uno dei pochi posti dove sia possibile sparare ai cervi, pagando fino a 1000 sterline al giorno per il privilegio di farlo. Si parte la mattina presto, con i binocoli alla ricerca del branco. Si sceglie un esemplare vecchio (pare che i cervi dopo una certa età perdono i denti e muoiono di fame) e ci si avvicina sottovento. Questo avvicinamento può durare fino a 6 ore... per poi sparare un solo colpo, al petto, al collo o alle zampe, per assicurare al cervo una morte immediata o l'impossibilità di fuga. Poi alcune ore per riportarlo alla base. Si può portare via tutta la carne che si vuole, il resto si lascia al guardiacaccia che la rivende ai macellai. Un bel business, non c'é dubbio....
ciao Archie, vorrei conoscerti, mi piace molto la caccia e il tuo paese così autentico
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