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mercoledì 30 dicembre 2009

diamo lo spi



22/12 - gg14 - 13'47'N, 40'32'W- 1200 miglia da Grenada


Finalmente abbiamo cominciato a puntare decisamente verso ovest e stiamo piano piano guadagnando terreno, anche se molto lentamente. In base al piano iniziale dovremmo essere pressocché in vista di Grenada, invece siamo in alto mare. Ma da oggi siamo più vicini al continente americano che a Capo Verde. Le previsioni sono di vento leggero anche per i prossimi giorni, e quindi continueremo a veleggiare a circa 6 nodi di velocità. Siamo veramente lontanissimi da tutto, la terra più vicina é la Guyana Francese a oltre 800 miglia, siamo in una terra di nessuno dove ognuno dipende dalle sue forze. E dalle forze della natura. Per mantenersi in pace con se stessi occorre evitare di pensare all'arrivo, fare inutili conti alla rovescia, e vivere il mare momento per momento, con un orizzonte temporale della giornata, non di più. É come nel cammino di Santiago: 770km a piedi sembrano tanti ma poi poco alla volta, le goccie fanno l'oceano. La barca é lenta, e da ieri ancora di più, perché si é strappata la  nostra ipertecnologica randa in fibra di carbonio e kevlar all'altezza della 2a stecca, e questo ci ha costretti a ridurla a due mani di terzaroli. Per fortuna abbiamo il nostro grande spinnaker che ci spinge, e dovremmo essere con vento in poppa fino all'arrivo. Sarà lenta, dicevo, ma si muove 24 ore su 24, e anche se il paesaggio non cambia, ogni momento ci avviciniamo di più. Invece di contare la distanza meglio invece focalizzare l'attenzione sulle piccole meraviglie dell'oceano. Ieri notte per esempio si é manifestata la fosforescenza, un fenomeno che dipende dal plancton fosforescente nel mare, che fa lasciare alla barca una scia verdastra. Ma soprattutto sono affascinanti le nuvole, con le loro forme e colori che cambiano durante la giornata. 

Ieri notte per la prima volta abbiamo deciso di lasciare su lo spinnaker, e ho timoneggiato con lo spinnaker senza poterlo vedere (ho "fatto volare l'aquilone", come dicono gli inglesi). Una manovra che richiede perizia, dato che si tratta di una vela capricciosa, basta poco a farla arrotolare allo strallo di prua e strappare. Mi é venuta incontro la luna, che ha illuminato da dietro la vela, permettendomi di vedere cosa faceva. Ed é stata una notte di buon vento e di progresso. Ho trovato un libro a bordo che parla degli Alisei. Nascono da un'alta pressione che dovrebbe trovarsi a nord della nostra posizione, e che é detta l'alta pressione del cavallo, perché é una zona senza vento dove le navi che portavano truppe e cavalli in America rimanevano bloccate, e gettavano i cavalli a mare per risparmiare risorse. Invece, forse per i cambi del clima o il riscaldamento globale, questa alta pressione tende a spingersi più a sud, ammazzando i venti di questa latitudine. Vedremo che succede nei prossimi giorni....

Ieri Jof ha chiesto a suo padre per telefono di mandare un'email ai genitori e cari degli altri membri dell'equipaggio per comunicare il ritardo. Devo dire che sono stupito dalla mancanza di apprensione dei loro genitori e cari. Finora sono l'unico ad aver ricevuto telefonate, loro non hanno nemmeno comunicato il numero del satellitare ai loro e sembra che la cosa vada bene cosi... 

1 commento:

  1. ora so che significa essere esposto ai quattro venti!Cippa la fortuna è sempre importante: si dice che la fortuna aiuta gli audaci, ma non bisogan sfotterla perchè è cieca

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