Vuoi ricevere una mail quando aggiorno il blog?

Vuoi ricevere una mail quando aggiorno il blog?
it's private
powered by
ChangeDetection

martedì 1 marzo 2011

Ambientalisti con coerenza

il fondatore
l'alloggio comune
la "centrale elettrica" alternativa
Impallidisco quando vedo che l'autobus prende l'autostrada contromano e poi sterza bruscamente per imboccare una strada laterale. Accelero e lo seguo, usandolo come "scudo". Per fortuna il traffico e' praticamente assente... Un amico ci ha consigliato di non prendere l'autobus di Auroville per venire a visitare Sadhana Forest, perche' la sera si suona e balla e l'autobus riparte presto. Cosi' abbiamo seguito l'autobus con la nostra Hero Honda, che ormai padroneggio anche sulle strade sterrate di Auroville.

L'autobus prosegue su una sterrata e accidentata viuzza fino ad una palizzata di legno, con scritte di benvenuto in tutte le lingue e un cartello: "chi usa la bici e' mio amico". Lasciamo la moto con un lieve senso di colpa in mezzo alle molte bici ed entriamo. Davanti a noi tre gigantesche palafitte di bambu' e paglia, verso le quali veniamo accompagnati. Entriamo nella piu' grande e ci viene offerto un delizioso muffin vegano (fatto senza uova o latte), mentre un americano pelato e occhialuto ci invita a sederci velocemente, "il programma e' fitto". Dopo un po' arriva un uomo barbuto e massiccio, un po' stempiato e con una barba castana. Indossa canotta e bermuda. E' A., il fondatore di questa comunita' insieme a sua moglie e figlia piccola. Parla un ottimo inglese, anche se e' israeliano; la sua voce trasmette grande energia ed entusiasmo. Ci racconta che si e' trasferito qui 7 anni fa con l'obiettivo di riforestare la zona, che era allora brulla e deserta. La foresta pluviale secca una volta tagliata, non ricresce piu' perche' i monsoni erodono rapidamente il terreno. Quindi, il lavoro consiste non solo nel piantare alberi, ma anche e soprattutto impedire che le piogge si disperdano verso il mare. Negli anni, per lo piu' a mano, e' quindi stato creato un sistema di dighe, barriere, fossi, canali, laghi, che hanno permesso al terreno di impregnarsi d'acqua e alla falda di riempirsi.
tutto cio' e' stato realizzato grazie all'entusiasmo di una miriade di volontari da tutto il mondo, che affluiscono a centinaia: nel 2010, oltre 1000.

A. ci spiega la filosofia di Sadhana Forest, che si basa sul rispetto della natura e dell'uomo con coerenza totale. Cosi', il cibo e' vegano, per rispettare gli animali e per rompere la catena che toglie cibo ai poveri per darlo agli animali d'allevamento. Non esiste denaro a Sadhana: sia i volontari, che noi ospiti riceviamo vitto e alloggio gratis. Non vengono nemmeno sollecitate attivamente le donazioni, "l'universo provvedera'". Si vuole riprodurre l'economia di una famiglia, dove tutti contribuiscono cio' che hanno e prendono cio' di cui hanno bisogno. Sembra funzionare, la comunita' e' cresciuta e il progetto avanza. Inoltre, vengono accettati tutti quelli disposti a lavorare almeno in mese, giovani e vecchi, sani e malati, single e famiglie. Sono infatti molti i bambini che gironzolano mezzi nudi per il campo, bocche da sfamare che non lavorano. Per rispettare l'ambiente, tutta l'energia viene prodotta da una centrale solare che alimenta le luci per la notte ("ma solo nelle zone comuni, per incoraggiare i rapporti umani"), una sala computer e un proiettore per i film, quando serve. "E nella stagione dei monsoni?", chiede un visitatore. "Si ricorre all'energia umana", risponde A., mostrandoci 4 ciclette collegate a una grossa dinamo.

Cominciamo a girare per la zona residenziale e A. ci mostra le cucine con focolare a legna; i bagni, dove pipi' e popo' si fanno in due buchi nel pavimento diversi per favorirne l'uso come concime; i "lavabi" (un secchio appeso a una fune con un buchino sotto, si versa una caraffa d'acqua e ci si puo' lavare le mani con appena 1 litro d'acqua); la pompa per l'acqua a mano. I volontari a lungo termine hanno le loro palafitte, gli altri sono sistemati in due grandi palafitte a 2 piani, su letti separati da lenzuoli appesi.

Finalmente usciamo nella foresta vera e propria. A. ha scelto di non recintarla anche se il terreno e' di proprieta' di Auroville, "abbiamo visto cosa portano i muri e le barriere in Palestina". Per evitare che i villaggi vicini vengano a tagliare gli alberi, e' stato avviato un programma di educazione ambientale locale, e le scuole vengono coinvolte nel piantare alberi. La falda acquifera che si stava esaurendo ha ripreso a crescere, pozzi una volta secchi sono di nuovi pieni, e gli indiani stanno cominciando a capire l'importanza della foresta. Il giro termina con la visita di una specie di igloo di fango, costruito sulla base del progetto che ha vinto una gara indetta dalla NASA per alloggi lunari. I ragazzi di Sadhana l'hanno costruito per imparare e poi andare ad insegnare questa tecnica alle popolazioni che ne hanno bisogno.

Torniamo nella palafitta centrale, la serata non e' finita. Stasera si parla di energia, e ci sono tre ospiti d'eccezione: due capelloni francesi che, armati di telecamera, girano per il mondo in autostop per studiare i progetti di energia rinnovabile. Si chiamano gli "energy vagabonds" e ci fanno vedere i loro video di centrali alternative, dalla Norvegia all'India. Il terzo ospite e' un finlandese con l'aria da dottorino, lavora per una onlus in India che sta cercando di costruire un impianto solare a basso costo per usi domestici, in pratica degli specchi montati su un telaio che concentrano il sole su una specie di pentola a vapore. Alla fine di questa lunga serata, ricompare l'americano che avvia la distribuzione dell'ottima cena vegana. Il pulman con i visitatori riparte, noi restiamo con i volontari e poco appaiono strumenti musicali da tutto il mondo, si comincia a suonare e cantare. Mi impadronisco di un djembe' e mi unisco al gruppo, mentre S. chiacchiera in giro. Europei e indiani cantano canti africani, si sentono voci in tante lingue, due ragazze cominciano a ballare e una ragazza tira fuori l'hula hoop e comincia a fare acrobazie. Gente che e' disposta a vivere in condizioni piuttosto elementari, e per di piu' gratis, per fare qualcosa di giusto.

Purtroppo e' tardi, a malincuore torniamo verso la nostra moto. Fra le varie comunita' di Auroville, questa e' sicuramente la piu' vivace ed idealista.

Nessun commento:

Posta un commento