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venerdì 4 febbraio 2011

Paradiso per alternativi

Goa e’ un luogo sui generis in India, piccolo enclave cristiana in un subcontinente induista, ex colonia portoghese. Un luogo dove l’India e’ piu’ facile. Arriviamo a Morgim, poche case sulla strada che percorre la costa attraversando palmeti di cocco dallo stelo alto e sottile.

Qui vengono a svernare due gruppi diversi e inconciliabili di individui: da una parte comitive di russi benestanti in fuga dall’inverno, dall’altra gli eredi del movimento hippie. I primi frequentano spiagge ben gestite, hotel costosi, cocktail bar e discoteche dove esibire minigonne e camicie aperte. I secondi alloggiano in capanne di bambu’ sulla spiaggia, oppure in case o ville in affitto a lungo termine. E’ un gruppo eterogeneo, internazionale, poliglotta, accomunato da una certa larghezza di vedute, dall’aver viaggiato zaino in spalla, e da una vena anticonformista che li ha portati a fare scelte personali diverse rispetto alla massa.

I russi vestono all’occidentale con tendenza all’elegante, abbonda il trucco, orologi costosi e auto in affitto. I
neo-global vestono in 1000 modi diversi, all’occidentale ma anche all’indiana, con una tendenza allo scaciato, abbondano orecchini, tatuaggi, piercing, capelli corti, lunghi, rasta, a zero, a codino. Invadono le spiagge di Goa da tutto il mondo: single, coppie, bambini che scorazzano nudi e felici sulla spiaggia con variopinte collanine e braccialetti alla caviglia. La maggior parte si ferma a lungo, anche sei mesi all’anno. Gli altri sei li trascorrono in Europa a lavorare quanto basta per potersi permettere sei mesi di dolce far niente nel relativo lusso di Goa, dove una villa di 2 piani con tutte le comodita’ occidentali si fitta con meno di quanto serve per un box a Roma.

Si possono sentire le storie piu’ inverosimili, qui davvero la creativita’ (in fatto di inventarsi stili di vita diversi) e’ al potere.

Cuore di questo variopinto ed eterogeneo gruppo e’ il Magic Park di Arambol, un basso edificio circondato da un giardino lussureggiante pieno di tavolini e sedie, ma anche stuoie e cuscini per chi vuole sedersi per terra. Qui si svolgono presentazioni, corsi e sessioni di danza indiana, moderna, del ventre, salsa, yoga in tutte le sue forme, reiki, massaggio, nonche’ decine di sistemi di cura alternativi. La sera al tramonto la tribu’ si riunisce sulla spiaggia per ballare al ritmo del djembe’ o esibirsi in esercizi da giocoliere. L’atmosfera e’ rilassata, il suono cupo dei tamburi si mescola allo sciabordio del mare, il profumo di salsedine agli incensi e ai piu’ prosaici zampironi, le lampare dei pescatori alle torce di chi passeggia sulla spiaggia.


Poi col calar delle tenebre tutti si allontanano per invadere le stradine piene di negozi e bancarelle e i molti ristoranti e locali.


4 commenti:

  1. Vivere una vita a due velocità:quella del lavoro e quella dell'evasione non è facile,comunque occorre privilegiare una o l'altra.In generale si preferisce l'ozio al negotio.la descrizione èben fatta:è una foto fatta con le parole, più esplicativa e articolata.Ti prego continua! Annie

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  2. perchè non ti metti in contatto con qualche agenzia di viaggio che pubblica "diari di bordo" così nuovi?Le osservazioni sulle bellezze della natura e sui gruppi sociologici residenti sono concrete e reali ed esulano dal folclore dei residenti,di cui ormai si sa quasi tutto.Penso che la novità si trova nelle osservazioni dei "pendolari globali" alla conquista di un ignoto desiderato o fantasticato.Essi sono più realisti del re, nel senso che" recitano"nello scenario naturale del luogo la parte di tanti novelli Robinson Crosuè e sono felici come tanti bambini!Beati loro!

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  3. ciao e bentornato Cippa,ci mancavano tue notizie!Siamo solo noi,con il nostro bagaglio di emozioni a trasformare il viaggio in qualcosa di meraviglioso.E' come se indossassimo lenti color di rosa.Sergio

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  4. Avresti mai pensato di fare cultura? Che cos' è la cultura,se non la curiosità di conoscere attraverso gli occhi degli altri?
    Giovanna

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